Vittorio Sgarbi a nozze con Sabrina: ecco dove si sposerà
L'annuncio del matrimonio con la donna che gli è vicina da 27 anni
Vittorio Sgarbi con la compagna Sabrina Colle
Vittorio Sgarbi ha annunciato il matrimonio con Sabrina Colle, sua compagna da oltre 27 anni: le nozze per ritrovare la serenità.
Se ne parlava da settembre. L’annuncio, arrivato l’11 novembre scorso durante un’intervista a “La Vita in Diretta” su Rai 1. Oggi, ulteriori indiscrezioni a conferma della notizia che circolava da settimane.
Il luogo delle nozze con Sabrina
Sgarbi ha spiegato che si sposerà a Venezia, nella chiesa di Santa Maria dell’Orto, un luogo significativo per lui, legato a un periodo ricco di ricordi per le ore felici trascorse in quel posto.
Il noto critico d’arte ha motivato la scelta del matrimonio come un gesto di riconoscenza verso Sabrina, che lo ha sostenuto nei momenti più difficili, soprattutto durante la sua recente depressione.
“Voglio dare una parte della mia sensibilità e della mia esistenza a chi mi è stata vicino nella difficoltà della vita quotidiana”, ha detto. Sabrina, insomma, rappresenta per lui stabilità e forza, qualità che gli hanno permesso di riprendersi lentamente.
Nonostante le tensioni familiari, soprattutto con la figlia Evelina che ha espresso dubbi e preoccupazioni, Sgarbi conferma la sua volontà di sposare Sabrina “subito, appena possibile”.
Il matrimonio, come un segnale di un passaggio importante nella vita personale di Vittorio. Un’aspirazione, se non un ritorno pieno, alla serenità che accompagna anche il lavoro artistico e culturale che continua a portare avanti.
L’ultimo libro di Vittorio Sgarbi
Negli ultimi mesi, da Sgarbi l’uscita del suo ultimo libro per la casa editrice della sorella Elisabetta, “Il cielo più vicino – La montagna nell’arte”.
Sulle orme di René de Chateaubriand, ci conduce in un viaggio inedito attraverso la storia dell’arte per raccontare la natura e la montagna interpretata dai più grandi artisti, dal Trecento ad oggi.
Dal primo pittore a raffigurarla, Giotto, il più umano di tutti, alle Dolomiti nei quadri di Mantegna. Dalla purezza dei paesaggi di Masolino agli scorci aspri di Leonardo, dove le rocce incorniciano le vergini senza tempo. Fino agli impalpabili acquerelli alpini di Dürer in viaggio da Venezia verso la Germania.
A fianco dei maestri celebrati Bellini, Giorgione, Tiziano, Turner, Friedrich, Sgarbi ricorda capolavori di artisti meno noti, cresciuti in provincia, come Ubaldo Oppi, Afro Basaldella, Tullio Garbari.
Un viaggio che attraversa le Alpi e le altre vette d’Italia raccontate dal realismo di Courbet e dal simbolismo di Segantini. Nei colori di Van Gogh, nell’espressionismo di Munch e nei fantasmi di Böklin. Nelle intuizioni di Italo Mus, Dino Buzzati, Zoran Mušič, fino alla nascita del turismo montano, della fotografia e della grafica che raccontano con una lingua nuova la spiritualità delle terre alte.
“Nulla è più vicino all’eterno della montagna e allo stesso tempo niente permette di intendere meglio i limiti dell’uomo, la sua fragilità”, ha scritto.
“L’uomo e la montagna hanno una storia, che l’arte ha raccontato nella sua autonomia espressiva – ha aggiunto – . Un racconto che inizia con Giotto e arriva fino ai testimoni del nostro tempo. Un lungo percorso, ricco di sfumature, ma che ha una stessa sostanza, un solo pensiero. Che è il pensiero di un assoluto”.
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