Un’iniezione di liquidi: arriva l’aumento in busta paga rinnovato il contratto collettivo nazionale per i medici e per i dirigenti sanitari. Ieri pomeriggio all’Aran la sottoscrizione dell’accordo. L’ipotesi di accordo prevede un aumento medio mensile pari a circa 491 euro al mese per tredici mensilità, a cui aggiungere una media di arretrati per un valore pari a 6.500 euro. Si tratta di un’intesa che coinvolge ben 137mila professionisti, per la precisione 120mila medici e 17mila profili sanitari. Un elenco, quest’ultimo, che coinvolge biologi, chimici, fisici, farmacisti, psicologi e dirigenti delle professioni sanitarie. Le risorse messe sul tavolo ammontano a 1,2 miliardi di euro e garantiscono, come riferiscono dall’Aran, aumenti delle paghe superiori al 7%.
Nel nuovo contratto incentivi per i giovani medici
Gli aumenti andranno dunque, in buona parte, ad aumentare gli stipendi. Ma nel nuovo contratto collettivo nazionale per i medici ci sono anche incentivi per i giovani e i neoassunti. Che, rispetto alle paghe offerte oggi, si vedranno corrispondere stipendi maggiori del 55%. Un provvedimento, questo, per incentivare i neolaureati a prendere in considerazione la carriera negli ospedali. Un tema, questo, delicatissimo e su cui da tempo si dibatte data la carenza di medici e personale sanitario che, dai pronto soccorso, ha contagiato gran parte delle strutture sanitarie e ospedaliere nazionali. L’accordo per il nuovo contratto collettivo per i medici, inoltre, prende di petto anche un’altra (grave) questione che affligge da anni il personale. Si prevede la possibilità, in caso di aggressioni, la possibilità di ottenere dall’Azienda il patrocinio legale e l’eventuale assistenza psicologica, a richiesta del dirigente. Tra le novità, poi, c’è la possibilità riconosciuta al medico di ricostituire il rapporto di lavoro con una delle aziende per cui ha lavorato negli ultimi cinque anni. E c’è, inoltre, una serie di interventi sul capitolo ferie proprio per evitare i casi di burnout e stress che hanno interessato medici e sanitari, alle prese con il superlavoro delle strutture ospedaliere pubbliche.
“Clima positivo” ma la Cgil non c’è
Dall’Aran fanno sapere, inoltre, che la trattativa “si è svolta in un clima positivo e ha portato alla definizione di un accordo considerato ampiamente soddisfacente dalla maggior parte delle organizzazioni sindacali”. Già, non tutti i sindacati hanno sottoscritto l’intesa. Si son chiamati fuori, difatti, il sindacato Fassid e la Fp Cgil Medici. Cosa, questa, che consente alla Lega di Matteo Salvini di attaccare, di nuovo, Landini: “La Lega esprime grande soddisfazione per la firma sul contratto collettivo nazionale di lavoro per medici e sanitari. Sconcertante, per l’ennesima volta, la posizione della Cgil che non firma: una scelta non costruttiva e che danneggia lavoratrici e lavoratori”. Tornando al fronte sindacale, secondo il segretario generale di Anao Assomed Pierino Di Silverio: “Sarebbe stato da irresponsabili non firmare questo contratto. Le risorse economiche per il 2022-2024 erano già state stanziate e abbiamo ritenuto prioritario distribuirle da subito ai colleghi”.
La posizione della Cisl sul contratto dei medici
La Cisl, invece, s’è detta soddisfatta dei termini dell’accordo sul contratto dei medici. La segretaria generale del sindacato ha espresso “grande soddisfazione” per la sottoscrizione dell’ipotesi di accordo per il triennio 2022-24. “Parliamo di professionisti che, negli ultimi anni, anche a causa della pandemia e della riduzione degli organici, hanno garantito con impegno, sacrificio e senso di responsabilità cure e assistenza ai cittadini. A loro va il nostro riconoscimento e la nostra gratitudine”. Il lavoro, però, non è finito. Fumarola ha aggiunto: “Ora è necessario proseguire con determinazione nel percorso avviato. Per questo chiediamo che, nell’immediato, venga emanato l’atto di indirizzo per il triennio 2025-2027, così da avviare senza ritardi il nuovo negoziato e assicurare continuità ai rinnovi contrattuali”.
Si punta al prossimo triennio
È questa, infatti, la prossima tappa delle negoziazioni, come ha sottolineato anche il presidente Aran Antonio Naddeo: “La firma di oggi è arrivata a poco più di un mese dall’avvio della trattativa. Si garantiscono incrementi economici significativi, compresi 6.500 euro medi di arretrati. Con il via libera di oggi si apre la strada all’avvio in tempi rapidi del negoziato per il triennio 2025-2027”. Anche dalle Regioni è giunto un commento positivo all’intesa: “Abbiamo lavorato per garantire il riconoscimento professionale e il giusto equilibrio tra valorizzazione economica e qualità del lavoro – ha spiegato Marco Alparone presidente del comitato di settore Regioni-Sanità -, privilegiando la parte fissa della retribuzione rispetto alla parte accessoria nel quadro di risorse previste dalla legge di bilancio. Siamo felici di aver dato una prima risposta a 137mila tra medici e sanitari”.