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Ambiente

Ztl e tpl in otto città, a soffrire sono le periferie

A Bari, Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino, fratture profonde nel corpo sociale

di Dave Hill Cirio -


Ztl e tpl in otto città, la mobilità sostenibile non un traguardo uniforme ma ormai una mappa delle disuguaglianze urbane: a soffrire, le periferie. Questa, la netta conclusione della prima analisi sistematica condotta da Kyoto Club e Clean Cities Campaign. A Bari, Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino, fratture profonde nel corpo sociale.

Ztl e tpl in otto città

La novità del metodo, nell’uso del Codice di Avviamento Postale come unità di analisi. Profili di mobilità leggendo diffusione e intensità del tpl, km di piste ciclabili, mq di aree pedonali, livello di motorizzazione privata, reddito medio e densità abitativa.

Un quadro coerente ma profondamente ineguale. Centri storici e quartieri economicamente più forti in cima alla classifica, le periferie e le zone socialmente vulnerabili in fondo, con punte di gravissima marginalità.

Una costante chiara. Ampi tpl, ciclabilità e pedonalità: l’uso dell’auto privata cala. Dove scarseggiano, l’auto unica opzione.

I casi di Bari, Bologna e Firenze

A Bari, nel centro murattiano, buona accessibilità a mezzi pubblici, spazi ciclopedonali e livelli più bassi di motorizzazione. In periferia – Carbonara, Ceglie, Loseto e Japigia – accesso a servizi di mobilità sostenibile praticamente inesistente, associato a livelli di reddito significativamente più bassi.

Bologna, tra le città italiane più avanzate nella pianificazione, con un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile chiaro. Ma sempre forti disuguaglianze territoriali: in zone periferiche o collinari accessibilità a zero e dipendenza dall’auto strutturale.

La fotografia di Firenze, simile. Nucleo urbano più centrale con bassa motorizzazione e alta densità di servizi. Le aree periferiche, con elevata dipendenza dall’auto e scarso tpl.

A Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino succede che…

Milano, la più avanzata per offerta di mobilità alternativa ma una delle più diseguali. In centro, una motorizzazione sotto le 450 auto ogni 1.000 abitanti e spostamenti sostenibili oltre il 65%. In periferia, oltre 650 auto ogni 1.000 abitanti, utilizzo del tpl sotto il 30% e mobilità ciclabile marginale. Un doppio binario urbano, nonostante gli investimenti.

Napoli, emblematica al Sud. Un centro storico ricco di offerta di trasporto pubblico ma periferie come Secondigliano, Scampia e Ponticelli al fondo della scala, penalizzate da una mobilità dipendente dall’auto. Palermo evidenzia una polarizzazione simile. A Papireto o Acquasanta aree pedonali e tpl. A Palazzo Reale, Borgo Nuovo e Bandita punteggi quasi nulli, associati a redditi medi molto più bassi.

Sfida evidente a Roma: enorme estensione urbana, tpl difficoltoso, mobilità fortemente disuguale. A Delle Vittorie livelli di sostenibilità elevati. A Tor Bella Monaca, Finocchio, Ponte Galeria un uso dell’auto quasi obbligato con costi di spostamento più alti per i residenti.

Infine, Torino transizione ecologica ma con forti squilibri. In centro valori più alti, a Campidoglio, Aurora e Barriera di Milano bassa accessibilità e forti barriere per spostamenti sostenibili.

Una bocciatura per le governance locali

Ovunque, disparità non solo per infrastrutture mancanti ma per un disegno urbano e policy pubbliche durate decenni. Una bocciatura per tutte le governance locali.


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