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Ambiente

L’agroalimentare che resiste: un export da oltre 70 miliardi di euro 

di Marco Montini -


In un contesto geopolitico ed economico sempre più complesso e delicato, segnato dal riemergere di spinte protezionistiche in alcune aree del mondo e da decine di conflitti ancora in atto, l’agroalimentare italiano dimostra una capacità di tenuta e di reazione che va ben oltre le difficoltà del momento. Tra tensioni internazionali, instabilità dei mercati e incertezze legate agli scambi commerciali, il settore primario infatti continua a rappresentare uno dei pilastri più rilevanti del sistema produttivo nazionale, coniugando tradizione, innovazione e forte orientamento alla qualità. A certificare questa resilienza sono i recenti dati Report Agrimercati Ismea – Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare  – III trimestre 2025 che sottolineano l’immagine di un comparto dinamico, solido e capace di adattarsi ai mutamenti dello scenario globale senza perdere competitività (il che, sia chiaro, non vuol dire che non manchino piccole e medie imprese in crisi o in una fase economica-finanziaria negativa).

L’export italiano cresce

I numeri dicono che l’export italiano cresce e sfiora 67 miliardi di euro nei primi 11 mesi dell’anno, con una stima di 73 miliardi a fine 2025. Quali i prodotti trainanti? Senza dubbio, quelli che da sempre caratterizzano il Made in Italy. Nel comparto vino, ad esempio, l’Italia si conferma leader mondiale nella produzione con +8% e una crescita di consumi interni di bollicine del +5%. Per quanto riguarda l’Olio EVO, nei primi 9 mesi del 2025 raggiunge un export a 303 mila tonnellate con una crescita del +17%. Nel segmento ortofrutta, nei primi otto mesi 2025 le esportazioni sono in crescita del 3,9% in quantità e +6,3% in valore, con saldo commerciale positivo a 1.739 milioni di euro.

Il settore agroalimentare: i dati

Notizie positive anche per il mercato delle carni suine e salumi: nel periodo gennaio-agosto 2025 l’export di salumi aumenta del 5,7% sia in volume che in valore. Così come per il lattiero-caseario, dove tra gennaio e agosto 2025 l’export di formaggi cresce del 14,9% in valore e +5,6% in volume. Per Grana Padano e Parmigiano Reggiano, nello specifico, si registra +2,2% in volume e +20,4% in valore. Insomma, produzioni d’eccellenza, valore aggiunto lungo le filiere, capacità di presidiare i mercati esteri e di rispondere alle nuove esigenze dei consumatori confermano il ruolo strategico dell’agroalimentare nel panorama economico italiano.

In un’epoca di profonde trasformazioni e nuove sfide globali, il settore resiste, nella speranza che anche i dati economico-produttivi del futuro prossimo restino incoraggianti. Nel frattempo, però, si analizza al presente e a commentare il Report Agrimercati Ismea è stato, tra gli altri, il ministro della Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida: “L’agroalimentare italiano eccelle sui mercati internazionali. I dati del rapporto AgriMercati Ismea confermano la forza delle nostre filiere e l’attrattività crescente del Made in Italy, sostenute da oltre 15 miliardi di euro di investimenti messi in campo dal Governo Meloni con una visione che tutela il lavoro, i territori e l’eccellenza produttiva della Nazione – ha scritto nei giorni scorsi su Facebook -. Ancora molto c’è da fare, ma i dati confermano che siamo sulla strada giusta. Avanti così!”.

Sulla falsariga pure il deputato e Responsabile Nazionale dell’Organizzazione di Forza Italia, Francesco Battistoni, secondo il quale il prodotto italiano “continua a essere insostituibile e competitivo, pur in un momento storico in cui le incertezze e le tensioni a livello internazionale hanno creato difficoltà nelle catene commerciali. Questa criticità è stata affrontata efficacemente grazie all’attività del governo, in un gioco di squadra che ha dato piena rilevanza al settore agroalimentare”. 


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