Intervista a Manuel Magliocchetti, Segretario Generale Federsanità Lazio
Manuel Magliocchetti è Segretario Generale Federsanità Lazio. Con lui abbiamo parlato del sistema sociosanitario regionale e italiano, tra criticità e punti forti, tra questioni del presente e prospettive del futuro.
Segretario, la situazione della sanità nel Lazio e più in generale in Italia appare preoccupante, con pronto soccorso in affanno e una carenza strutturale di posti letto negli ospedali. Condivide questa analisi? Quali sono, secondo lei, le cause principali?
“Le cause della situazione dei pronto soccorso in affanno sono sicuramente molteplici. Una prima motivazione è legata agli aspetti strutturali, quindi alla disponibilità degli spazi e dei posti letto all’interno dei nosocomi, che rappresentano un tema ormai evidente. A questo si affianca però un problema organizzativo che deve essere affrontato nella gestione complessiva del sistema, in particolare nel rapporto con il territorio. È fondamentale lavorare sulla presa in carico dei pazienti al di fuori dell’ospedale. In questo senso, i medici di medicina generale potrebbero rappresentare una soluzione concreta e immediata. Drenare una parte dei pazienti attraverso i medici di base consentirebbe di ridurre in modo significativo il numero di persone che oggi si rivolgono ai pronto soccorso con codici bianchi e codici gialli, alleggerendo la pressione sulle strutture ospedaliere e migliorando l’efficienza del sistema dell’emergenza”.
Uno dei nodi centrali è l’integrazione sociosanitaria tra ospedali, servizi territoriali e assistenza sociale. A che punto siamo nel nostro Paese e cosa manca ancora per rendere questa integrazione davvero efficace?
“L’integrazione sociosanitaria tra i territori e le aziende ospedaliere rappresenta il punto fondamentale su cui lavorare nei prossimi anni ed è il nodo principale che dovrà essere sciolto. È necessario investire molto sull’integrazione, superando una logica frammentata degli interventi, ed è proprio questa una delle missioni più importanti di Federsanità Lazio. Come associazione costruiremo progetti ad hoc finalizzati all’integrazione, con l’obiettivo di mettere sempre al centro il paziente. Parliamo di un’integrazione reale tra i servizi sociali, che fanno capo alle amministrazioni pubbliche e quindi agli enti locali, e la presa in carico sanitaria dei pazienti da parte delle ASL e dei presidi ospedalieri. Solo attraverso questa collaborazione strutturata è possibile garantire continuità assistenziale e risposte efficaci ai bisogni delle persone”.
Federsanità Lazio svolge spesso un ruolo di raccordo tra enti locali e aziende sanitarie e ospedaliere. In che modo questa funzione può aiutare a superare frammentazioni e conflitti istituzionali?
“Federsanità Lazio rappresenta il raccordo naturale tra l’ente locale e l’azienda ospedaliera del territorio. È questo il ruolo che intendiamo rafforzare ulteriormente in futuro, attraverso progetti mirati alla gestione dei servizi e, soprattutto, alla presa in carico del paziente. Non esiste un conflitto istituzionale, perché i ruoli sono chiari: la Regione legifera e programma, mentre le aziende ospedaliere e le ASL territoriali devono lavorare insieme agli enti locali, cioè ai Comuni. Attraverso Federsanità Lazio, l’obiettivo è quello di facilitare questa collaborazione e di calare sempre di più i progetti sui territori, rendendoli coerenti con i bisogni reali delle comunità locali”.
Quali sono i principali progetti e le iniziative che Federsanità Lazio sta portando avanti insieme alla Regione Lazio per rafforzare il sistema sanitario regionale?
“Stiamo avviando una collaborazione molto importante con la Regione Lazio, in particolare attraverso l’assessorato alle politiche sociali. Un esempio concreto è il lavoro che stiamo portando avanti con l’assessore Maselli per la costruzione dei progetti legati ai consorzi del sociale, che rappresentano uno strumento strategico per rafforzare l’integrazione territoriale. Parallelamente, stiamo lavorando con le diverse ASL e con le aziende ospedaliere per sviluppare ulteriormente l’integrazione sociosanitaria con i territori. In questo ambito stiamo costruendo progetti che possono avere un impatto diretto per i cittadini, come gli screening e il rafforzamento dell’aderenza terapeutica ai farmaci. Sono iniziative che, insieme alla Regione, vogliamo rendere operative e realmente calate sui territori. La Regione ha in questo percorso un ruolo fondamentale e proprio in questi mesi stiamo avviando tavoli di concertazione per condividere progettualità importanti”.
Alla luce delle riforme in corso e del PNRR, quale futuro immagina per la sanità territoriale in Italia?
“Il PNRR ha sicuramente dato una risposta importante ai territori, anche dal punto di vista strutturale. Ora però la sfida principale è quella di integrare quanto è stato realizzato, lavorando in modo coordinato tra Regione, ASL, aziende ospedaliere e Comuni. Vedo nel futuro una sanità che cambia, una sanità che sposta progressivamente il proprio baricentro verso i territori. Una sanità che si avvicina al paziente e che punta sempre di più sulla presa in carico delle persone, valorizzando la prossimità e il lavoro di rete tra i diversi livelli del sistema sanitario”.
Tornando al ruolo di Federsanità Lazio, come può l’associazione contribuire concretamente a migliorare la governance del sistema sanitario?
“La mission principale di Federsanità Lazio è quella di lavorare insieme alle proprie associate, che comprendono le aziende ospedaliere, gli IRCCS e i policlinici del Lazio, attraverso protocolli d’intesa che riguardano sia la formazione degli operatori sia gli aspetti legati alla comunicazione. A questo stiamo affiancando una fase nuova, orientata alla condivisione di progetti in grado di migliorare il rapporto tra i cittadini e il sistema sanitario. È l’obiettivo che ci siamo prefissati con il nostro direttivo e con il presidente Arturo Cavaliere: aprire una stagione nuova che innovi la sanità e che ponga Federsanità Lazio in una condizione di supporto e collaborazione, con un unico obiettivo, quello di garantire una sanità sempre più vicina ai cittadini”.
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