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Esteri

Teheran sotto attacco: Israele e Usa contro l’Iran

Esplosioni nella capitale vicino a obiettivi strategici

di Giorgio Brescia -


Attacco militare deciso da Israele contro l’Iran e in corso con il supporto Usa: esplosioni udite nel centro di Teheran vicino a obiettivi strategici come gli uffici del Leader Supremo. Tel Aviv afferma di aver lanciato un’azione “preventiva” coordinata con gli Stati Uniti. L’Iran ha risposto chiudendo lo spazio aereo e minacciando ritorsioni con missili balistici e droni contro obiettivi israeliani e americani nella regione.

Chi attacca chi e perché

Le Forze di Difesa di Israele hanno dichiarato di aver iniziato un attacco “preemptive” contro l’Iran per rimuovere ciò che considera una minaccia esistenziale. Obiettivo principale il centro di Teheran, aree urbane e infrastrutture legate alla leadership del regime. Il ministro della Difesa israeliano ha annunciato l’azione e ha imposto lo stato di emergenza interno citando la necessità di difesa contro potenziali contrattacchi iraniani.

Secondo fonti dell’intelligence statunitense e media israeliani, una operazione coordinata militarmente con gli Stati Uniti, non un’azione unilaterale isolata.

Cosa sta succedendo nella capitale

Numerose esplosioni segnalate in diverse aree di Teheran, tra cui zone centrali e quartieri amministrativi ad alta importanza strategica. Le agenzie di stampa hanno riportato colonne di fumo nero sullo skyline e la chiusura immediata dello spazio aereo iraniano. Le autorità locali non hanno ancora confermato con precisione danni materiali o vittime ufficiali.

Le sirene d’allarme risuonano anche in Israele, con attivazione delle misure di protezione civile e chiusura delle infrastrutture critiche, mentre fonti israeliane temono lancio di missili e droni iraniani in risposta nelle prossime ore.

Il ruolo degli Stati Uniti

Washington ha avuto un ruolo diretto nel coordinare l’operazione, mettendo a disposizione supporto logistico e intelligence. Le autorità americane non hanno ancora fornito dichiarazioni ufficiali dettagliate, ma funzionari Usa confermano che parte delle azioni militari contro obiettivi iraniani coinvolge anche assetti statunitensi nella regione.

Cosa teme ora Israele

Israele è preoccupato innanzitutto di una rapida ritorsione iraniana, soprattutto tramite missili balistici a corto e medio raggio e velivoli senza pilota diretti verso il proprio territorio e basi alleate americane.

Il timore, che l’Iran possa rispondere con una guerra per procura su più fronti, mobilitando milizie e alleati in paesi vicini come Libano, Iraq e Siria, ampliando così il conflitto. La prospettiva di un’escalation che trascini altri Paesi del Medio Oriente e influisca sui mercati energetici globali, considerata uno scenario a rischio elevato.


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