Un’autostrada per gli aumenti: la classifica delle più care d’Italia
La situazione dopo i rincari dal 1 gennaio: Nord e Sud equamente rappresentate
Un’autostrada verso gli aumenti: ecco la classifica delle arterie più costose d’Italia. L’ha pubblicata Immobiliare.it citando i dati di Altroconsumo. E conteggiando pure i rincari sui pedaggi che sono scattati dal 1° gennaio scorso. A distanza di “sicurezza” dal nuovo adeguamento, si può fare una graduatoria dei dati, i numeri, che pesano nelle tasche dei pendolari. Il mondo dell’autostrada è praticamente un universo a sé. Dove le regole dell’inflazione, semplicemente, non valgono: tutto costa di più. E non è mica un mistero. Dai tramezzini al pieno di carburante. Che, per carità, non s’avvicina neanche alla soglia dei due euro al litro che pure abbiamo dovuto pagare per la benzina qualche anno fa. Dentro e fuori le autostrade. Ma c’è un altro prezzo “fisso” che riguarda, appunto, il pedaggio. E, come (quasi) sempre accade se c’è da badare alla spesa, non tiene presente, per nulla, il divario territoriale tra Nord e Sud.
Autostrade, tra aumenti e rincari
Si paga (tanto) sia nel Settentrione che nel Mezzogiorno. E, difatti, a guidare la classifica sono l’A4 e l’A14. La prima è la più costosa d’Italia, la seconda ha subito insieme all’A1, il rincaro più massiccio, pari a trenta centesimi. Per percorrere il tratto più caro d’Italia, ossia quello che va da Milano Est a Venezia Mestre occorre sborsare 22,30 euro. Si tratta di dieci cent in più rispetto a un anno fa. Al secondo posto c’è la Napoli-Bari: percorrerla tutta costa 21,60 euro (+0,30 euro). Piazza d’onore, si fa per dire, ancora all’A14. E per la precisione al tratto che va da Pescara Nord fino a Roma Est (e che viene a fare 21,40 euro). La buona notizia è che qui non c’è stato alcun aumento. Poi c’è l’A1, l’Autostrada del Sole, che si piazza subito sotto il podio. Il tratto Firenze Sud-Roma Nord “costa” 20 euro (rincaro di trenta centesimi), quello invece che combina l’A1 con l’A24 e unisce Napoli Nord a Roma Est viene a fare 17,80 euro (20 cent in più).
Il resto della top ten
Si torna di corsa al Nord con il sesto posto che “appartiene” all’A14 e, in particolare, al tratto che collega San Lazzaro di Savena ad Ancona Nord: il prezzo, rincarato di 20 centesimi, è oggi pari a 15,70 euro. Subito dopo c’è (ancora) l’A4: percorrerla tra gli svincoli di Torino Rondissone e Novara Ovest viene a fare 11,50 euro. Si risparmia qualcosina in A7: tra Genova Bolzaneto e Milano Ovest il prezzo è di 10,70 euro. A chiudere la top ten dei pedaggi c’è l’A14. Al nono posto si piazza il tratto Ancona Sud–Pescara Nord con 10,60 euro (+10 centesimi), subito dopo c’è Bologna Borgo Panigale–Verona Sud che viene a fare 9,60 euro.
Dove nascono gli aumenti
Gli aumenti in autostrada sono scattati in maniera non uniforme e hanno interessato, in modo diverso, la rete italiana. E non potrebbe essere altrimenti dal momento che esistono le concessioni e che alcuni tratti sono, come noto e come avviene ormai da anni, dati in gestioni a società private. Ma a tentare un’analisi sul medio-lungo periodo emerge che, negli ultimi dieci anni, il pedaggio è salito mediamente del 27 per cento. La media, come ci insegna il pollo di Trilussa, è qualcosa che sta nel mezzo e racconta solo in parte la realtà. E ciò vale pure per i pedaggi dal momento che, come riporta Immobiliare.it, gli incrementi sull’A1 e sull’A4 sarebbero stati ben più pesanti. Addirittura nell’ordine del 40%. Ritocchi che ogni anno, tra adeguamenti all’inflazione e costi di gestione, pesano sempre di più nelle tasche già esauste degli italiani. E a maggior ragione in quelle di chi è costretto, per lavoro, a spostarsi con frequenza in auto e a percorrere lunghe distanze in autostrada.
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