Dalla emergenza alla prevenzione: una legge quadro sul rischio idrogeologico
“L’Italia è un Paese in cui le caratteristiche morfologiche, geologiche, idrologiche, meteo-climatiche e sismiche determinano una vulnerabilità strutturale del territorio ai fenomeni naturali, aggravata dai cambiamenti climatici e dalle pressioni antropiche, con un incremento delle superfici artificiali dal 2,7% negli anni ‘50 al 7,16% del 2023”.
A metterlo nero su bianco è l’Ispra nel suo quarto Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia (edizione 2024). Un contesto complessivo preoccupante, che più si approfondisce, più si arricchisce di numeri ancora più allarmanti. Il triennio 2022-2024, ad esempio, è stato caratterizzato da elevate anomalie termiche, con il 2024 l’anno più caldo in Italia, seguito dal 2022, e da diversi eventi idro-meteorologici di eccezionale intensità, in particolare nel 2023, “anno in cui – spiega l’Ispra – le piogge totali osservate a maggio sono state a livello nazionale più del doppio di quelle che mediamente caratterizzano lo stesso mese e in alcune aree anche superiori di oltre 6 volte alle medie del periodo”.
E ancora: complessivamente il 94,5% dei comuni italiani (7.463) è a rischio per frane, alluvioni, valanghe e/o erosione costiera. E sono addirittura 1,28 milioni gli abitanti a rischio frane nelle aree a pericolosità elevata e molto elevata P3 – P4 e 6,8 milioni gli abitanti a rischio alluvioni nello scenario a pericolosità idraulica media con tempi di ritorno tra 100 e 200 anni.
Pure sul fronte delle frane, dunque, il belpaese si conferma tra le nazioni europee più esposte, con oltre 636mila frane censite nell’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (IFFI), realizzato da ISPRA insieme a Regioni, Province autonome e Arpa competenti in materia. Il 28% delle frane, nello specifico, sono fenomeni estremamente rapidi con elevata distruttività e spesso con gravi conseguenze in termini di perdita di vite umane.
Dunque, questa la grave situazione idrogeologica, in cui versa il territorio italiano. Una situazione ben chiara anche alle istituzioni che da tempo discutono sugli interventi immediati e sulle azioni concrete da mettere in campo per rendere il nostro paese un po’ più sicuro e un po’ meno vulnerabile.
“Crediamo sia necessaria una legge quadro per affrontare, in maniera organica, il tema del dissesto idrogeologico e della sicurezza del territorio. Questa la mission della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico, che ho l’onore di presiedere”, ha detto a L’identità Pino Bicchielli, deputato di Forza Italia, a margine della giornata di studio “Dall’emergenza alla prevenzione: la sicurezza del territorio come missione nazionale”, tenutasi nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati.
“Abbiamo riscontrato troppa frammentazione e troppa burocrazia. Per questo, come Commissione sul rischio idrogeologico e sismico – ha continuato il parlamentare FI Bicchielli-, abbiamo deciso di lavorare insieme per costruire una norma quadro che punti alla semplificazione e alla creazione di un sistema Paese capace di affrontare con determinazione un tema che riguarda il 94,5% dei comuni italiani”.
Secondo il deputato di Forza Italia, infatti, “c’è troppa dispersione nella gestione delle risorse, troppa frammentazione e troppi enti che si occupano del rischio idrogeologico e sismico. L’emergenza funziona molto bene: la Protezione civile italiana è una delle migliori al mondo. Ma dobbiamo lavorare sulla prevenzione, perché ogni euro speso in prevenzione consente di risparmiarne sette in emergenza”, ha chiosato.
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