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Esteri

La Nato ritira temporaneamente la sua Missione dall’Iraq

Ora è forte il timore che questo vuoto di potere possa favorire una nuova riorganizzazione delle cellule dell'Isis o un'eccessiva influenza delle milizie locali filo-iraniane

di Angelo Vitale -


In una decisione senza precedenti per rapidità, la Nato ha annunciato la sospensione temporanea della sua missione di addestramento in Iraq. La mossa ha portato all’evacuazione immediata di circa 600 militari verso basi sicure fuori dai confini iracheni o in Paesi limitrofi come la Turchia.

Le parole di Allison Hart e la posizione ufficiale

La portavoce della Nato, Allison Hart, è intervenuta duramente su X tramite note ufficiali per chiarire la strategia dell’Alleanza in questo momento di crisi estrema.

“L’Alleanza resta ferma nella sua prontezza a difendere tutti gli alleati contro ogni minaccia”, ha dichiarato la Hart. E sottolineato che la sospensione in Iraq è una misura di protezione del personale necessaria. Ciò, a causa dell’instabilità causata dagli attacchi di droni e missili balistici nell’area.

I motivi del ritiro: la “tempesta perfetta”

L’evacuazione, accelerata da due concomitanti fattori critici. In atto una minaccia missilistica, la Nato ha già intercettato diversi missili balistici iraniani diretti verso lo spazio aereo turco. Sul punto, la Hart ha ribadito che la Nato è pronta a “rispondere con forza risonante” se venisse attaccato un territorio alleato.

Poi, gli attacchi diretti alle basi in Iraq. I raid indirizzati alle basi di Erbil (dove operano anche contingenti italiani) hanno reso impossibile il proseguimento delle attività di addestramento senza mettere a rischio la vita dei soldati.

Chi ha lasciato il campo?

L’evacuazione è coordinata ma gestita per contingenti nazionali. Spagna e Croazia hanno già trasferito i propri uomini in Turchia o rimpatriato il personale non essenziale. Per l’Italia, è in corso un ripiegamento tattico per garantire la sicurezza massima dei nostri militari impegnati a Camp Singara.

Cosa accade ora?

Nonostante la sospensione, Allison Hart ha precisato che la Nato non intende abbandonare i propri partner e che la missione potrà riprendere quando le condizioni di sicurezza lo permetteranno. Tuttavia, forte il timore che questo vuoto di potere possa favorire una nuova riorganizzazione delle cellule dell’Isis o un’eccessiva influenza delle milizie locali filo-iraniane.


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