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Economia

Campi al collasso, la guerra “brucia” l’agricoltura

L'impennata dei costi energetici e delle materie prime sta rendendo insostenibile la produzione agricola nazionale

di Angelo Vitale -


L’onda d’urto del conflitto in Medio Oriente si abbatte con violenza sulle campagne italiane. la guerra “brucia” l’agricoltura. Coldiretti ha lanciato un appello urgente all’Unione Europea durante la grande mobilitazione interregionale a Montesilvano. L’impennata dei costi energetici e delle materie prime sta rendendo insostenibile la produzione agricola nazionale, con un aggravio medio dei costi di gestione che ha toccato il +30%.

Numeri e dati: il rincaro dei “fondamentali”

Il blocco dello Stretto di Hormuz e le sanzioni incrociate hanno fatto schizzare i prezzi degli input produttivi: la guerra “brucia” l’agricoltura.

Per i fertilizzanti, il prezzo dell’urea agricola ha registrato un balzo del 51% dall’inizio del conflitto, superando i 725 dollari alla tonnellata. Questo mette a rischio le concimazioni di copertura del grano e le imminenti semine primaverili di mais e soia.

Punto dolente, il gasolio agricolo. Il costo alla pompa ha superato la soglia critica di 1,20 euro/litro (era a 0,80 euro/litro pre-crisi), costringendo molti agricoltori a fermare i trattori o a ridurre le lavorazioni del terreno.

E l’export è a rischio. Il settore agroalimentare teme perdite per oltre 2 miliardi di euro nelle esportazioni verso l’area del Golfo, con i prodotti deperibili (frutta, verdura e latticini) in prima linea.

Interventi e richieste: verso la “sovranità alimentare”

La mobilitazione, che ha coinvolto oltre 3miladelegati, chiede misure di emergenza simili a quelle adottate durante la crisi ucraina. In particolare, il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida ha annunciato l’estensione del credito d’imposta sul gasolio e ha sollecitato un intervento dell’Ue per calmierare il prezzo del gas naturale Ttf, fondamentale per la produzione di ammoniaca e concimi azotati. Se il trend non dovesse invertirsi, si stima che un’azienda agricola su dieci potrebbe cessare l’attività entro l’estate.


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