Iran, la guerra continua. Putin e Erdogan chiedono il cessate il fuoco
Le forze di Teheran abbattono un F-15 Usa
Uno dei due piloti del caccia F-15 americano abbattuto in Iran è stato recuperato. L’operazione ha richiesto ore, durante le quali le forze americane hanno stabilito un perimetro sicuro intorno a lui. Ancora incerta la sorte del secondo membro dell’equipaggio. Un proiettile iraniano ha colpito uno degli elicotteri impegnati nelle ricerche.
La risposta iraniana agli Usa
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ironizzato sugli sforzi statunitensi. “Dopo aver sconfitto l’Iran per 37 volte di fila, questa geniale guerra senza strategia che hanno scatenato è stata ora ridimensionata da ‘cambio di regime’ a ‘Ehi! Qualcuno riesce a trovare i nostri piloti? Per favore?’ – ha scritto Ghalibaf su X – Wow. Che progressi incredibili. Dei veri geni”.
Pesanti raid sull’Iran
La guerra, giunta alla sua quinta settimana, prosegue con grande violenza. Una “vasta ondata di attacchi” aerei è stata lanciata dall’aeronautica militare israeliana contro le infrastrutture civili a Teheran e obiettivi di Hezbollah a Beirut. “Continueremo a colpire l’Iran” e questo “in pieno coordinamento con Trump”, ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, durante una valutazione della situazione a Tel Aviv. Netanyahu ha aggiunto che “insieme ai nostri amici americani, continuiamo a colpire il regime terroristico in Iran. Stiamo eliminando i comandanti, bombardando ponti ed infrastrutture”.
Le infrastrutture civili nel mirino
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di colpire e distruggere ponti e centrali elettriche nella Repubblica islamica dell’Iran. L’esercito americano “non ha ancora iniziato a distruggere ciò che resta in Iran. Prossima tappa: i ponti, poi le centrali elettriche”, ha avvertito Trump su Truth Social, sostenendo che la leadership iraniana “sa cosa bisogna fare, e bisogna farlo in fretta!”. Otto persone sono rimaste uccise e 95 ferite nel bombardamento americano di un ponte autostradale iraniano che collega la capitale alla città di Karaj.
Le forze militari dell’Iran hanno colpito con droni e missili la sede della Emirates Global Aluminium (Ega) di Al Taweelah, nella zona economica di Khalifa, ad Abu Dhabi. L’Ega ha spiegato che è stata chiusa. Il sito comprende la fonderia, la colata continua, la centrale elettrica, la raffineria di allumina di Al Taweelah e l’impianto di riciclaggio, completamente evacuato dopo aver subito danni significativi. Si stima che per il ripristino completo della produzione di alluminio potrebbero essere necessari fino a 12 mesi.
Il richiamo dell’ambasciata di Teheran a Roma
“Prima di parlare della riapertura dello stretto di Hormuz, l’Italia deve opporsi con fermezza alla palese violazione del diritto internazionale da parte degli aggressori americano-sionisti!”. Lo ha affermato in un post su ‘X’ l’ambasciata iraniana a Roma, evidenziando che “l’insicurezza nello stretto di Hormuz è il risultato diretto dell’aggressione degli Stati Uniti e del regime sionista, non della legittima difesa dell’Iran”.
“Se siete preoccupati per la crisi globale dell’energia e dei fertilizzanti – ha incalzato la rappresentanza diplomatica – costringete gli aggressori a porre fine completamente e definitivamente alla guerra, affinché la stabilità possa tornare nella regione”.
Putin sente Erdogan
Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo turco Recep Tayyip Erdogan, nel corso del quale entrambi hanno chiesto un cessate il fuoco immediato nella guerra in Medio Oriente. Lo ha reso noto il Cremlino in un comunicato. I due leader hanno osservato “che l’intensa attività militare sta portando a gravi conseguenze negative non solo a livello regionale ma anche globale, anche nei settori dell’energia, del commercio e della logistica”.
Il fronte libanese
La Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite (Unifil) ha riferito di un’esplosione contro sue postazioni nei pressi di El Adeisse, nella quale sono stati feriti tre caschi blu. È il terzo incidente di questo tipo in una settimana.
L’ambasciata degli Stati Uniti a Beirut ha sollecitato i cittadini americani che si trovano in territorio libanese a lasciare il Paese, “finché sono ancora disponibili voli commerciali”. In una nota si legge che l’Iran e i gruppi armati ad esso affiliati “potrebbero avere intenzione di prendere di mira le università in Libano”.
Torna alle notizie in home