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Economia

L’Europa resta senza carburante e aerei, gli Usa scommettono

L'allarme degli aeroporti mentre la preoccupazione della Casa Bianca è fermare l'insider trading dei suoi stessi dipendenti

di Cristiana Flaminio -

epa12861142 A ship is seen docked at a port in Matanzas, Cuba, 30 March 2026. The Russian oil tanker Anatoli Kolodkin, carrying 740,000 barrels, the first oil shipment to arrive in the Caribbean nation in the last three months, is scheduled to arrive at the port on 31 March 2026. EPA/STR


L’Europa resta a secco, gli aerei e gli aeroporti rischiano di fermarsi fra tre settimane, il mondo è sull’orlo della catastrofe (anche) alimentare ma gli Stati Uniti si preoccupano di vietare ai funzionari e ai membri dello staff della Casa Bianca di scommettere sull’andamento della guerra e dei prezzi delle materie prime, a cominciare dal petrolio. È tutta qui la gravità della situazione globale. Chi rischia grosso e chi non esita a mettere in discussione la credibilità dell’istituzione tra le più potenti al mondo pur di rosicchiare qualche dollaro in rete. Hormuz resta chiuso e l’associazione europea degli aeroporti scrive alla Commissione Ue chiedendo di muoversi a far qualcosa.

Europa senza aerei, la Casa Bianca vieta le scommesse

Se continua così, tempo tre settimane, non ci sarà più carburante a sufficienza per tutti. La lettera, resa nota dal Ft, ha dato il colpo di grazia al comparto del turismo. Ammesso, e non concesso, che in questa temperie a qualcuno resta ancora la fregola di pensar alle vacanze. Per ricordarci di quanto sia grave la situazione, il direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia, Fatih Birol, ha ripetuto a Der Spiegel che, con lo Stretto chiuso, da qui a poche settimane mancherà il cherosene in Europa e forse verrà meno pure il diesel. Bene per gli attivisti green, magari per quelli che tirano i fili a Bruxelles. Male per tutti, perché i trasporti e la logistica è (quasi) tutta a gasolio.

La profezia di Birol

Ovviamente Birol ci ricorda il nodo dei fertilizzanti e mette in guardia il mondo dalla possibilità di una crisi alimentare che potrebbe riguardarci fin da subito. L’Europa, dunque, ha di che aver paura. È sotto attacco sotto tutti i fronti, persino i fondi speculativi (chissà da dove…) scommettono al ribasso sulle azioni Ue. Le Borse del Vecchio Continente, però, ci provano a reggere. E timidamente, capitanate da Milano (+0,59%), chiudono la settimana in territorio positivo. Bruxelles, ovviamente, non ha la forza né la visione per fare granché. Intanto, in America cominciano ad arrivare i bigliettoni. Perché le petroliere fanno la fila, e la spola, proprio con gli States.

Big Oil va all’incasso

Ce ne sarebbero ben 64 in fila, pronte a pagare ogni cifra (il brent è sotto i 100 dollari) pur di riempire le loro affamatissime stive. Donald Trump ha scommesso, lo sapevamo dall’inizio: il Venezuela serviva a questo. E forse solo adesso inizia a vedere (e a vendere) i frutti di una strategia che fa bene solo a lui. O, almeno, comincia a vederli (e a contarli) Big Oil. Peccato, però, che l’inflazione Usa continuerà a salire. La Casa Bianca, intanto, le scommesse giura e spergiura di averle vietate ai “membri dello staff”. Mentre il mondo è in fiamme, mentre l’Europa (altro che l’Iran…) sta tornando all’età della pietra, l’istituzione più potente del mondo si balocca a giocar bollette sicure. Peccato, però, che non si tratti di vizi bensì di reati: sarebbe insider trading. A Washington, invece, basta rassicurare: “Abbiamo mandato una mail ai funzionari e ai membri dello staff”, hanno detto dalla Casa Bianca al giornale The Hill.

Pichetto “boccia” un altro taglio alle accise

Intanto, sul fronte interno, c’è da registrare il raffreddamento dell’ipotesi di una seconda proroga del taglio alle accise. Pichetto l’ha detto chiaro: è una misura che costa un miliardo al mese e che non si può fare a debito. Sennò l’Ue ci iscrive nella lista dei soliti spendaccioni cattivi. La Commissione ancora s’ostina a ritenere la situazione non tanto grave da stoppare i paletti del Patto di Stupidità, pardon Stabilità. “Le regolamentazione Ue sono obsolete”, ha tuonato. Ma nessuno lo ascolta. Bruxelles è lontana, fin troppo. E non ci sono aerei che bastino all’Europa. Lontana, troppo, Bruxelles. Non solo dall’Italia, dalla realtà.


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