Sorpresa: il Sud dimezza i tempi burocratici col Pnrr
L'analisi Svimez premia i Comuni meridionali ma sui pagamenti la strada è ancora lunga
Il Sud ha colto la sfida del Pnrr e “batte” il Nord sui tempi della burocrazia. Già, perché come emerge dall’analisi Svimez, nel Mezzogiorno si è passati dal dover attendere più di trenta mesi (in pratica due anni e mezzo) per l’avvio dei cantieri a “soli” 16,8 mesi. In pratica i tempi (che pure restano rilevanti) si sono quasi dimezzati. E, adesso, il Sud è addirittura più veloce del Settentrione dove occorrono 18,8 mesi per passare dalle carte progettuali all’avvio concreto dei cantieri. Il modello econometrico di Svimez stima che l’effetto netto del Piano abbia ridotto i tempi amministrativi del 55,1% nel Mezzogiorno, contro il 40,5% del Centro e il 32,2% del Nord. Importante, poi, la sterzata decisa che i Comuni hanno inferto. Tanto al piano quanto al loro stesso modo di governare i processi amministrativi. Quelli del Mezzogiorno sono, per Svimez, i “protagonisti inattesi” della stagione Pnrr. Agli enti locali afferisce la gestione di ben 7.946 progetti nel Mezzogiorno e 9.267 nel Centro-Nord, concentrando circa un terzo delle risorse infrastrutturali totali. Nel Mezzogiorno i Comuni sono responsabili del 69% dei progetti di opere pubbliche.
Pnrr e il ruolo del Sud
Il divario, però, rimane (eccome) se si prendono in considerazione i pagamenti. Il Centro-Nord ha rendicontato finora il 52,7% delle spese, il Mezzogiorno soltanto il 39,5%. Calabria e Sicilia fanno peggio di tutti con il 35,6% e il 35,2%. Un altro tema centrale nell’analisi del Pnrr e della sua attuazione al Sud è quello della sanità. I progetti, per ora, pesano di più al Nord e ci sono interi territori meridionali (dalla Basilicata alla Sardegna, passando per la Calabria) dove non è stato (ancora) concluso alcun intervento in materia.
Torna alle notizie in home