Hormuz fuori controllo, salta la ripresa dei negoziati
Spari nello Stretto, coinvolti alcuni mercantili. Imboscata in Libano a Unifil
La riapertura è durata davvero poco: lo stretto di Hormuz torna chiuso, negoziati in stallo. E Teheran punta il dito contro gli americani e il loro blocco sui porti iraniani. L’annuncio della nuova serrata è giunto dalle forze militari dell’Iran. Le forze armate iraniane che hanno riferito di aver “ripristinato il controllo militare” nell’area a causa del blocco navale americano. “Gli Usa praticano la pirateria e la chiamano blocco”, tuonano gli iraniani.
Hormuz torna chiuso: “Colpa degli americani”
Ebrahim Zolfaghari è il il portavoce del comando Khatam al Anbiya, cioè del Quartier generale centrale delle forze armate. Stando a quanto riporta l’emittente iraniana di Irib, l’ufficiale ha affermato che “gli Stati Uniti continuano a praticare pirateria definendola blocco e per questo motivo il controllo sullo stretto di Hormuz è stato ripristinato ed è ora sotto il comando e il pieno controllo delle forze armate”. Hormuz è chiuso, di nuovo. Non si passa.
Cosa succede adesso
Tanto rumore per poco più di nulla. Almeno, in teoria, parrebbe così. La riapertura di Hormuz è durata lo spazio di un mattino e adesso lo stretto da cui passa un quinto, suppergiù, del commercio mondiale di materie prime energetiche è di nuovo chiuso. La volontà, espressa da Trump, di mantenere in piedi la chiusura dei porti iraniani, e dall’inizio delle operazioni già 21 imbarcazioni, secondo i dati forniti da Kpler, sarebbero state rispedite indietro, ha complicato i piani. Che, fatalmente, possono adesso ripercuotersi su tutto lo schema di tregua. E avere conseguenze pure in Libano dove è entrato in vigore un fragile cessate il fuoco.
Lunedì si torna a Islamabad per riprendere i colloqui?
I media americani sono sicuri. Lunedì riprendono i colloqui tra Usa e Iran: nonostante il blocco di Hormuz, una ripresa dei negoziati. E ci sarà un secondo round di trattative. Che si terrebbe, di nuovo, a Islamabad. Lo riferisce la Cnn, citando fonti iraniane. Tuttavia da Washington, almeno per il momento, non sarebbero giunte conferme in tal senso. Ma le diplomazie sarebbero già al lavoro. Se non altro per fronteggiare la decisione di tener chiuso Hormuz. E per comprendere se ci siano margini di manovra da qui alle prossime ore per riaprire lo Stretto.
Teheran frena sui negoziati
L’Iran frena, la guerra di nervi continua. Teheran non ha per ora acconsentito a tenere un nuovo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti, il primo dei quali si è tenuto a Islamabad la scorsa settimana.
Ne scrive l’agenzia Tasmin. Ciò, “a causa dell’annuncio del presidente Donald Trump sul blocco marittimo statunitense e delle richieste eccessive avanzate dagli americani, sia durante i recenti colloqui che nei loro messaggi all’Iran”.
Spari nello Stretto
La situazione si fa sempre più incandescente. Almeno due navi mercantili, mentre i negoziati si bloccano, scrive Reuters, hanno dichiarato di essere state colpite da colpi d’arma da fuoco mentre tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz.
La conferma, da tre fonti della sicurezza marittima e del settore navale.
L’incidente
L’episodio, mentre diverse navi avevano iniziato a transitare attraverso la rotta marittima, in quello che sembrava un “primo grande movimento” di navi da inizio guerra.
L’Ufficio britannico per le operazioni marittime fa sapere di un incidente avvenuto vicino allo stretto a nord-est dell’Oman.
Secondo queste notizie, – riferisce Sky News – il capitano di una petroliera ha affermato che la sua nave è stata avvicinata da cannoniere delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, che hanno aperto il fuoco. La petroliera e il suo equipaggio sono al sicuro.
Ucciso un casco blu francese
Il presidente francese Emmanuel Macron ha riferito che a seguito di un attacco, di cui è “fortemente indiziata” Hezbollah, è morto un militare francese della missione Unifil e altri tre sono rimasti feriti. Stando a quanto riporta Le Figaro i soldati sarebbero stati bersagliati dal fuoco diretto e sarebbero finiti in un’imboscata. L’attacco è avvenuto in Libano.
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