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Esteri

Turchia blocca la crociera LGBTQ+, itinerario cambiato e tensione diplomatica

Una decisione improvvisa che colpisce la Scarlet Lady e scuote la sensibilità della comunità omosessuale

di Gianluca Pascutti -


La Turchia blocca l’attracco alla nave da crociera dedicata alla comunità LGBTQ+. La nave Scarlet Lady è stata fermata dalle autorità turche. Il divieto riguarda gli scali previsti a Kuşadası e Istanbul, tappe centrali del viaggio organizzato da Atlantis Events. La crociera era partita da Atene il 5 luglio con circa duemila passeggeri, tra cui la celebre artista Patti LuPone.

Il comunicato turco e il richiamo ai valori morali

La prefettura di Aydın ha dichiarato che l’arrivo della nave è “assolutamente fuori discussione”. Nel testo ufficiale si parla di comportamenti incompatibili con la struttura morale della società turca. Il riferimento alla natura LGBTQ+ del viaggio è evidente e confermato dalle reazioni del tour operator, che ha definito la misura della Turchia una discriminazione diretta. La decisione non riguarda il traffico crocieristico generale. Il porto di Kuşadası resta operativo, ma la Scarlet Lady non può attraccare.

Itinerario modificato, confermate le nuove tappe

Dopo il blocco, la compagnia ha ridisegnato il percorso. La nave ha sostituito le tappe turche con Alessandria d’Egitto, con escursioni verso il Cairo, e con Heraklion, sull’isola di Creta. Queste modifiche risultano coerenti con le informazioni verificate e diffuse dal tour operator. L’itinerario originale prevedeva Atene, Mykonos, Kuşadası, Istanbul con pernottamento, Santorini, Dubrovnik, Zara e arrivo a Trieste. Le due tappe turche erano tra le più attese del viaggio.

Un segnale politico che pesa sulla comunità LGBTQ+

Negli ultimi anni la Turchia ha adottato una linea sempre più rigida verso la comunità LGBTQ+. Sono aumentati i divieti di Pride e le restrizioni alle manifestazioni pubbliche. Il caso della Scarlet Lady si inserisce in questo clima e diventa un simbolo della tensione tra turismo e politica interna. La scelta di bloccare una crociera tematica incide sull’immagine del Paese. Molti osservatori parlano di un danno reputazionale che potrebbe pesare sul settore turistico.

Reazioni e impatto immediato

Sui social turchi la decisione ha diviso l’opinione pubblica. Una parte degli utenti ha applaudito il richiamo ai valori morali, mentre altri denunciano una violazione dei diritti umani. Il CEO di Atlantis Events ha definito la situazione sconcertante, sottolineando che un Paese non dovrebbe selezionare i turisti in base all’orientamento sessuale. La vicenda della Scarlet Lady diventa così un caso internazionale che mette in luce il rapporto sempre più complesso tra Turchia e comunità LGBTQ+.


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