Caso Balogun: Uefa attacca la Fifa, il pasticcio di Infantino
Che attacco da Nyon al governo mondiale del calcio: "Superato un limite invalicabile"
Balogun, ovvero l’Uefa attacca la Fifa. Ai mondiali 2026 c’è toccato pure di vedere il calciatore della squadra di calcio “graziato” dalla sacrosanta squalifica comminatagli a causa di un cartellino rosso. Roba che non si vedeva manco quando la vecchia, e vituperata, Fifa organizzava i mondiali in casa dei regimi militari del Sudamerica. Ci voleva Donald Trump per rompere il velo d’ipocrisia attorno al governo del calcio mondiale. Gli europei, una volta tanto, insorgono. La Uefa attacca la Fifa. E no, il caso Balogun è destinato a ingrossarsi, eccome.
Balogun, la Uefa attacca la Fifa: “Integrità a rischio”
Balogun, ovvero come la Uefa attaccò la Fifa. Da Nyon è arrivata la presa di posizione in cui il calcio europeo, già pesantemente penalizzato dal signor Infantino, alza la voce contro il cambio in corsa delle regole. “La decisione di ieri di sospendere per un periodo di prova di un anno l’applicazione della squalifica automatica di una giornata a seguito del cartellino rosso inflitto al giocatore Folarin Balogun ha superato un limite invalicabile”. Costretti a ribadire l’ovvio: “Il calcio, come qualsiasi altro sport, si basa su regole, che sono alla base di una competizione equa, onesta e trasparente. A volte le regole sono soggette a interpretazione. In questo caso no. Una squalifica automatica minima di una giornata a seguito di un cartellino rosso non è una facoltà discrezionale e non richiede la decisione di un organo competente per essere emanata”.
“Siamo increduli”
“È un principio sancito dal regolamento, che non può essere oggetto di eccezioni, tanto meno nel bel mezzo di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica”, dice la Uefa che attacca la Fifa. Là dove fa più male. “Quando la certezza delle regole non è più garantita dai suoi custodi, l’integrità del gioco è a rischio e la credibilità della competizione viene compromessa -sottolinea la Federcalcio europea-. Allo stesso modo, una tale decisione crea un precedente nel torneo in corso, dove situazioni simili richiederanno ora un trattamento equo, a discapito della competizione stessa”. Per fare un piacere a Balogun (e Trump) il football rischia grosso.
Parola fine sul calcio?
La Uefa non ci sta perché l’operato della Fifa attacca, a sua volta, l’immagine del calcio. “Il calcio è lo sport più amato al mondo perché è un gioco bellissimo e gode di fiducia perché viene praticato ovunque con le stesse regole. Un torneo non è mai un evento isolato e, se si tratta della Coppa del Mondo, ha il potere di generare conseguenze positive o negative sull’intero panorama calcistico. Esprimiamo la nostra incredulità di fronte a una decisione così senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile”.
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