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Attualità

Mediterraneo: la “guerra fredda” dei dati

In questo scenario il Salento è diventato, fino al 10 luglio, il cuore della nuova difesa tecnologica occidentale

di Angelo Vitale -


Sotto la superficie cristallina del Mediterraneo corre un’invisibile e vitale ragnatela di cavi che regge l’economia globale: quindi, una “guerra fredda” dei dati. Un silenzio sottomarino che oggi più che mai ingannevole.

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Cinquecento incidenti: le news Esteri che pochi leggono

Quali, le news di Esteri che pochi leggono? Nell’ultimo anno, le dorsali digitali europee sono state teatro di circa 500 incidenti, con un centinaio di episodi attribuiti ad azioni di spionaggio e “mappatura ostile” da parte di attori come Russia e Cina.

Con le rotte del Mar Rosso minacciate dai sabotaggi, il bacino della nostra Penisola è diventato hub strategico obbligato.

Città come Palermo e Roma non sono più periferie, ma i nuovi baricentri dove i flussi di dati da Asia e Africa atterrano in strutture protette. In questo scenario di “guerra ibrida” il Salento è diventato, fino al 10 luglio, il cuore della nuova difesa tecnologica occidentale.

Nel Mediterraneo ogni giorno una “guerra fredda” dei dati

Presso il poligono di Torre Veneri è in corso la Task Force X – Central Mediterranean, una delle esercitazioni più avanzate della Nato coordinata dallo Stato Maggiore della Difesa italiano.

Qui, oltre un centinaio di droni navali e sottomarini operano simultaneamente per integrare, per la prima volta, i dati provenienti dal dominio underwater con lo spettro elettromagnetico e lo spazio.

In campo l’intelligence alleata

L’obiettivo è chiaro: garantire la resilienza delle infrastrutture critiche. L’intelligence alleata stima, infatti, che Mosca abbia già mappato i “punti di strozzatura” delle reti europee pianificando potenziali sabotaggi, sulla scia di quanto accaduto al Nord Stream.

La sfida in corso al largo delle coste pugliesi punta a validare sistemi capaci di interconnettere sensori e piattaforme senza pilota. Blindando così quel “Fianco Sud” diventato ormai la frontiera più sensibile della sicurezza alleata.


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