L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Attualità

Liberalmente corretto – Il valore etico della motosega di Milei/1

di Michele Gelardi -


Il miracolo economico della drastica cura Milei è certificato da dati eloquenti. Il presidente argentino ha tagliato i rami secchi dell’apparato amministrativo dello Stato e il tessuto produttivo è rifiorito. I grandi economisti, avvezzi a ragionare da “ragionieri” e far di conto come la serva, avevano vaticinato il tracollo e si ritrovano innanzi a numeri inconfutabili: il debito pubblico dal 155% del PIL nel 2023 è sceso al 79% nel 2025; l’inflazione dal 25% mensile all’1,6%; il tasso di povertà dal 50% al 28%; la disoccupazione è in calo, malgrado i licenziamenti nel settore pubblico.

I keynesiani della prima e dell’ultima ora non hanno ancora capito che l’economia non è asettica, ma intimamente legata alle aspettative e alle iniziative delle persone inserite nel contesto sociale. Liberare risorse dai lacci della spesa pubblica è il più grande carburante dello sviluppo, perché infine la ricchezza è prodotta dall’ingegno della persona, non già dalle scartoffie del burocrate. Ma c’è dell’altro e forse ancora più importante: la motosega di Milei ha un grande valore etico, prodigo di riflessi sociali sorprendentemente benefici, che sfuggono alla commisurazione quantitativa.

La prima virtù della motosega risiede nella valorizzazione del principio di responsabilità individuale e del sentimento sociale di giustizia retributiva. Assume la responsabilità delle proprie azioni solo chi compie una scelta libera, accettando il rischio di sbagliare, cosicché rischio e responsabilità vanno di pari passo; e d’altra parte solo chi può sbagliare acquisisce il merito della scelta corretta.

Ciò posto, è facilmente comprensibile che una società iperburocratizzata – come l’italiana di oggi, “socialisticamente” orientata per vie interne, ma anche esterne, grazie soprattutto all’Unione Sovietica Europea, non dissimile dall’argentina di ieri, appesantita da decenni di fardello peronista – deprime la propensione all’assunzione del rischio e della connessa responsabilità.

Ciò vale, sia per i componenti dell’apparato pubblico, sia per i beneficiari dei suoi servizi; in una parola per tutti i cittadini, a vario titolo sempre e comunque ingranaggi della macchina. Il burocrate compie atti protocollari, prefigurati, ripetitivi e vincolati. Non sceglie, non assume alcun rischio. Non può sbagliare e proprio per questo non acquista alcun merito per i suoi atti. Il risultato dell’atto amministrativo non retribuisce in alcun modo il burocrate che lo ha compiuto. Peraltro l’atto ammnistrativo è impersonale, giacché non si imputa alla persona, bensì all’istituzione.

Al contempo, il cittadino che gode della “protezione” burocratica è esentato dal rischio di sbagliare, perché il tutore pubblico veglia su di lui e spesso gli si sostituisce. L’attività burocratica si oppone dunque, per sua natura, all’assunzione e alla retribuzione del rischio, sia in riferimento al soggetto attivo (componente dell’apparato) sia al soggetto passivo (utente-beneficiario). Se ne può inferire che l’eccesso di protezionismo burocratico mette in crisi il principio del libero arbitrio dell’uomo, sul quale si fonda la civiltà occidentale dalle radici cristiane.

Il primato storico dell’occidente si deve al vigore di questo principio che esalta la libera iniziativa dell’individuo (fatto a “immagine di Dio”), ignoto sia all’Islam sia al dispotismo orientale. Nel mondo islamico l’individuo non è veramente libero; non sceglie, obbedisce solo ai precetti di Allah; ogni sua azione, o è halal (consentita), o è haram (proibita). Questa polarizzazione, che non consente la libera iniziativa, è riproposta per altra via nell’Italia di oggi (come nell’Argentina di ieri) beneficiaria di cotanta burocratica assistenza, in virtù della quale tutto ciò che non è espressamente autorizzato non è consentito.

Non è poi il caso di sottolineare che, nell’universo del dispotismo orientale, l’individuo non è titolare di diritti autonomi e originari, gode solo delle concessioni dell’autorità, può muoversi solo dentro il recinto delle direttive politiche della “Suprema Guida” e dunque non sbaglia di sicuro. In ultima analisi, il ridimensionamento dell’apparato burocratico voluto da Milei ha un grande valore etico, perché esalta la responsabilità individuale e il principio retributivo, segnando un ritorno alle nostre radici cristiane, che costituiscono il vero fondamento dello straordinario sviluppo economico dell’occidente.


Torna alle notizie in home