Belli da morire: quando per cercare la perfezione si va incontro al peggio
Dal 10 al 12 aprile 2026, all’Ergife Palace Hotel di Roma, oltre 530 specialisti si sono riuniti per il XIII Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica.
I dati presentati fotografano un settore in piena corsa: il mercato globale della chirurgia estetica cresce del dieci per cento ogni anno. In Italia, la mastoplastica additiva guida le classifiche con oltre 70 mila interventi stimati annualmente, seguita dalla blefaroplastica con circa 56 mila operazioni e dalla rinoplastica con 40 mila. Un giro d’affari imponente, in espansione costante.
TikTok come sala operatoria
Il 16 marzo 2026 la Guardia di Finanza di Napoli, dopo aver monitorato sistematicamente i profili social di alcuni operatori che pubblicizzavano trattamenti estetici su TikTok a prezzi molto al di sotto di quelli di mercato, ha smantellato una rete di otto falsi medici attivi tra Napoli, Giugliano in Campania e Casalnuovo.
Nessuno di loro aveva titoli per praticare medicina. Eppure eseguivano iniezioni di botulino e acido ialuronico – trattamenti che la legge riserva esclusivamente a chirurghi specializzati – in abitazioni private e locali improvvisati, allestiti con lettini e attrezzature per imitare l’aspetto di un ambulatorio.
Le condizioni igieniche erano precarie e non vi era alcun presidio di emergenza capace di gestire reazioni avverse. I finanzieri, coordinati dalle Procure di Napoli, Napoli Nord e Nola, hanno sequestrato tre locali, circa tremila euro in contanti e un ingente quantitativo di materiale sanitario: 130 fiale di botulino, oltre 160 siringhe di acido ialuronico, decine di confezioni di filler dermico, più di tremila tra aghi, siringhe sterili e tubetti di pomata anestetica.
Tutti e otto sono stati denunciati per esercizio abusivo della professione medica. In un secondo momento si è scoperto che alcuni di loro percepivano il reddito di cittadinanza o l’assegno di inclusione mentre incassavano illegalmente denaro dalle “iniezioni clandestine”.
Lo studio nel seminterrato dietro la scala a chiocciola
Il primo aprile 2026, a pochi giorni di distanza dall’operazione napoletana, gli agenti della Divisione Amministrativa della Questura di Roma hanno scoperto un’altra struttura abusiva nel quartiere Esquilino a Roma. In superficie, un centro estetico ordinario affacciato su via Petrarca: manicure, massaggi, trattamenti di bellezza.
Scendendo lungo una piccola scala a chiocciola, dietro una porta che conduceva a un locale formalmente registrato come “magazzino”, si apriva invece uno studio medico clandestino.
Centinaia di siringhe, flaconi di filler e botox, farmaci iniettabili, anestetici, aghi sterili, macchinari per trattamenti invasivi e apparecchiature per procedure sulla sfera genitale femminile – interventi che la normativa italiana riserva a medici specialisti.
La titolare, una donna di 41 anni di nazionalità cinese, incensurata, ha dichiarato agli investigatori che nessuno dei dipendenti possedeva alcun titolo abilitativo in campo sanitario. Il Gip del Tribunale di Roma ha convalidato il sequestro. La donna è stata denunciata per esercizio abusivo della professione medica.
Episodi a confronto
Questi due episodi del 2026 affondano le radici in un 2025 segnato tragicamente da una scia di decessi che hanno spinto il Ministero della Salute a chiedere controlli maggiori alle regioni. Simonetta Kalfus, 62 anni, è morta il 18 marzo a Roma per una grave sepsi dopo una liposuzione: il chirurgo che l’aveva operata era già stato condannato per lesioni colpose.
Sabrina Nardella, 38 anni, parrucchiera di Gaeta e madre di due figli, non è sopravvissuta il 24 aprile a un intervento estetico in day hospital presso la clinica Iatropolis di Caserta: cinque membri dell’équipe risultano indagati per omicidio colposo.
Ana Sergia Alcivar Chenche, 46 anni, ecuadoriana residente a Genova, è morta l’8 giugno a Roma in uno studio di Primavalle privo di autorizzazione da tredici anni, dove a eseguire l’intervento non sarebbe stato il medico titolare ma la sua assistente, priva di laurea in medicina. Milena Mancini, 56 anni, imprenditrice di Isola del Liri, non è tornata da Istanbul: morta il 20 ottobre dopo venti giorni di agonia seguiti a una liposuzione in una clinica privata turca.
Controlli e sanzioni, ma le leggi?
Nel giugno 2025 i Carabinieri del Nas, su impulso del Ministero della Salute, hanno condotto una campagna di ispezioni nazionale: 1.160 strutture controllate, 132 irregolarità accertate, 14 centri sequestrati, 32 illeciti penali contestati, 104 persone denunciate. Eppure il settore non ha ancora una legge dedicata.
La Sicpre, il Ministero della Salute e la Fnomceo stanno lavorando a una proposta normativa che stabilisca chi può operare, dove e con quale formazione. La Corte d’Appello di Milano ha già stabilito nel febbraio 2025, con la sentenza n. 329, che solo chi possiede la specializzazione in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica può definirsi legalmente chirurgo estetico. Ma una sentenza non è una legge.
Il consiglio che possiamo dare è quello di verificare che il nominativo del professionista scelto sia presente sul portale della Fnomceo ed evitare di affidarsi a chi pubblicizza interventi chirurgici sui social a prezzi stracciati perché sulla salute, non si deve risparmiare.
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