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Economia

Tajani esorcizza l’incubo del lockdown energetico (per ora)

Il vicepremier: "Non sarei così allarmista..." oggi la riunione Ue a Cipro

di Cristiana Flaminio -


Lockdown energetico? C’è da non dormirci la notte. Chi l’ha detto che i politici, specialmente quelli al governo, non hanno pensieri? Ora che l’Unione europea ha (letteralmente) scaricato tutto addosso ai Paesi membri e ai loro esecutivi, c’è davvero il rischio di passare le notti in bianco. Il problema, per l’Italia, se possibile è pure più grave di quanto lo sia per gli altri. Va bene gli aiuti, ha detto l’Ue, ma che siano di Stato. In pratica, niente debito comune. E, soprattutto, Bruxelles ha indicato la necessità di rispettare i parametri di bilancio. Detta chiara: la Commissione non farà storie (come suo solito…) ai governi che decidessero di dare una mano alle loro imprese e cittadini. A patto che, chiaramente, ogni spesa rientri nei margini dello spazio fiscale del Paese che intende adottarla.

Oltre il lockdown energetico

La Germania è già partita, l’Italia chissà se potrà mai farlo. Rebus sic stantibus, la domanda s’impone. Anzi, per dirla con l’indimenticabile Lubrano, sorge spontanea. Rischiamo davvero di dover razionare l’energia. O, citando l’orripilante espressione che s’è fatta già spazio da settimane sui quotidiani e sulla blogosfera, rischiamo sul serio il lockdown energetico? Tajani dice di no. “Non sarei così allarmista”, ha dichiarato il ministro degli Esteri e vicepremier arrivando al Senato per il question time. Tuttavia, l’ottimismo non induce certo al negazionismo anzi. “Il caro energia è un problema vero, che c’è, ed è tutto legato a Hormuz, speriamo che si possa sbloccare presso la situazione. Va affrontato e noi stiamo lavorando per risolverlo”.

Oggi la riunione Ue a Cipro

Parole che sono importanti perché arrivano alla vigilia del consiglio Ue convocato a Cipro e che inizierà già domani. Non ci sarebbero, ha dunque assicurato il titolare della Farnesina, sul tavolo proposte per limitare la circolazione. Eppure l’Ue nel suo (non) sforzo di fantasia e recependo le direttive Aie sul risparmio energetico non ha mai fatto mistero di considerare l’ipotesi di un blocco, almeno nei casi più gravi. Per (quanto) resta dell’economia europea e italiana in particolare, va da sé, sarebbe una mazzata tremenda. Ammesso, e non concesso, che la botta (di pessimismo) non abbia già inferto un brutto colpo al nostro sistema economico e produttivo. L’Italia, fino a questo momento, non ha vista esaudita dalla Commissione nemmeno una delle sue (due) grandi richieste. Il Patto di Stabilità non si tocca e gli Ets rappresentano, e Jorgensen l’ha ribadito tra l’incredulità generale proprio mercoledì, “un successo”. Chissà quanto ci costerà, a tutti noi, l’incaponimento Ue sulle sue (assurde) posizioni.


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