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Esteri

Nuova trumpata: il tycoon affonda Project Freedom

Le agenzie iraniane sbeffeggiano Trump

di Ernesto Ferrante -


È durato solo un giorno il “poderoso” Project Freedom voluto da Donald Trump per “liberare” lo Stretto di Hormuz. Il presidente statunitense ha dichiarato di aver sospeso l’operazione militare statunitense di scorta alle navi attraverso lo Stretto di Hormuz dopo appena 24 ore di esercizio, nel tentativo di raggiungere un accordo con l’Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente.

Le poco credibili motivazioni di Trump

Sul suo social network Truth, il tycoon ha scritto: “Il Project Freedom (il passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz) verrà sospeso per un breve periodo di tempo per vedere se l’accordo può essere finalizzato e firmato”. Il capo della Casa Bianca ha aggiunto, con toni ai limiti del ridicolo, che la decisione è stata presa su richiesta del Pakistan, principale mediatore tra Washington e Teheran. L’esatto contrario di quanto asserito fino a poche ore prima.

Gli iraniani ridicolizzano la sospensione di Project Freedom

Secondo l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, Trumpfa marcia indietro”. Per l’agenzia Isna, il Potus avrebbe annullato l’operazione “a seguito delle ferme posizioni e degli avvertimenti ricevuti dall’Iran”. Gli iraniani parlano apertamente di “fallimento degli Stati Uniti nel raggiungere i suoi obiettivi con Project Freedom”.

Imbarcazione raggiunta da un proiettile nello Stretto di Hormuz

Una nave mercantile è stata colpita da un proiettile non identificato nello Stretto di Hormuz. Lo ha riportato il Centro per le operazioni commerciali marittime del Regno Unito (Ukmto), citando una “fonte verificata”.

Araghchi a Pechino

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha incontrato a Pechino il suo omologo iraniano Abbas Araghchi per dei colloqui. Araghchi ha “discusso delle relazioni bilaterali e degli sviluppi regionali e internazionali” con Wang. Si tratta del primo faccia a faccia tra i ministri degli Esteri dei due alleati dall’inizio della guerra.

Il viaggio del capo della diplomazia iraniana precede la visita in Cina, prevista per il 14 e 15 maggio, di Donald Trump, che incontrerà il presidente cinese Xi Jinping. Il ministro degli Esteri cinese ha definito “illegittima” l’aggressione israelo-americana alla Repubblica islamica, chiedendo un immediato e totale cessate il fuoco.


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