L’Antitrust apre un’istruttoria su Glovo e Deliveroo
"Informazioni ingannevoli", l'autorità garante e il nodo del codice etico sui rider
L’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di Glovo e Deliveroo. L’accusa è quella di aver fornito ai consumatori informazioni ingannevoli. È evidente che l’azione si inserisca nell’alveo delle indagini avviate, nelle scorse settimane, dai magistrati della Procura della Repubblica di Milano. Che hanno squarciato un velo sulle condizioni di lavoro dei rider facendo emergere un quadro di presunto sfruttamento ai danni dei lavoratori che cozzerebbe, e non poco, con gli impegni etici sponsorizzati dalle stesse piattaforme di delivery.
Antitrust contro Glovo e Deliveroo
L’autorità garante per la concorrenza e il mercato ha quindi deciso di accendere un faro. E mentre le indagini milanesi vanno avanti, inizieranno pure i controlli dell’authority rispetto alla veridicità delle affermazioni e degli impegni assunti dalle aziende rispetto ai consumatori. Glovo e Deliveroo avrebbero messo in campo presunte condotte illecite offrendo, secondo i rilievi dell’Antitrust, informazioni ingannevoli ai clienti. A cominciare da quelle fornite nei codici etici pubblicati online dalle stesse piattaforme.
Il nodo del codice etico
Stando ai rilievi Antitrust, Glovo e Deliveroo avrebbero messo in evidenza, nelle proprie comunicazioni rivolte ai consumatori (ad esempio, nel codice etico e sul loro sito web nelle sezioni “chi siamo”), un’immagine aziendale fondata sul rispetto di standard etici e di responsabilità sociale che non corrisponderebbe al vero. In particolare – si legge nelle comunicazioni dell’autorità garante – ciò è accaduto per quanto riguarda le condizioni di lavoro e il rispetto della legalità nella gestione dei rider, con riferimento anche al modello operativo e all’algoritmo utilizzato dalle due società.
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