La raffineria di Priolo torna in mani italiane: la Ludoil Energy dell’imprenditore Donato Ammaturo. Si tratta di una società specializzata nell’energia, nei carburanti e nella logistica nonché editrice del settimanale L’Espresso. Che ha acquisito dai ciprioti di Goi Energy le quote del capitale sociale da loro detenute in Isab. A distanza di qualche giorno dall’ufficializzazione della cessione di Ip agli azeri di Socar, arriva una notizia altrettanto importante ma di segno opposto. L’intesa, adesso, dovrà passare al vaglio del governo dal momento che l’infrastruttura energetica siciliana rientra, per ovvie ragioni, tra quelle ritenute strategiche. E, strategica, la raffineria di Priolo lo è davvero. E sembra, detto sottovoce, quasi un paradosso (ma giustamente imposto dalle normative) che l’accordo che riporta in mani italiane la raffineria debba ottenere il disco verde della golden power. L’affare, ufficializzato nelle scorse ore, risolve un problema gigantesco. Non solo per la Sicilia, sia chiaro. Sul fronte regionale e locale c’è il grande tema della tenuta dei livelli occupazionali, del rilancio di quella che è e rimane la più grande raffineria presente sul territorio nazionale. I sindacati hanno applaudito all’intesa e hanno invocato le istituzioni.
La raffineria di Priolo a Ludoil, il plauso dei sindacati: “Subito un tavolo”
Alfio Mannino e Pino Foti, segretari regionali rispettivamente di Cgil e Filctrem, hanno chiesto al ministro Adolfo Urso e al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, “finora spettatori” ad attivarsi “urgentemente” per mettere su “un tavolo insieme alle parti sociali per pretendere certezze e garanzie per il territorio”. Di per sé, però, la notizia dell’accordo ha trovato il plauso dei sindacati stessi. “L’annuncio dell’impegno all’acquisizione del 51% della quota di Goi energy in Isab da parte di Ludoil segna una svolta per le sorti della più grande raffineria italiana. Da anni si attendevano investimenti e un rilancio in grado anche di contrastare le chiusure e la scomparsa della chimica di base in quell’area”. Una cosa per volta, così come per l’intesa.
Il progetto di Donato Ammaturo
L’operazione, come ha fatto sapere la stessa Ludoil, si articolerà in due fasi. La prima prevede l’acquisizione del 51% delle quote, che rimane subordinata proprio all’esito positivo della golden power, nonché delle normative Antitrust. L’idea di Ammaturo è quella di fare dell’Isab una energy company “con un portafoglio integrato che spazia dal processing di greggio alle bioenergie avanzate, configurandosi come hub strategico per i flussi energetici tra Europa, Africa, America e Medio Oriente”. In pratica, rafforzare il ruolo strategico della raffineria facendone il cuore pulsante del progetto dell’hub euro-mediterraneo per l’energia. Le premesse, anzi le promesse, sono importanti. “La conduzione sarà improntata a un modello fondato sulla creazione di valore condiviso, affinché Isab rafforzi il proprio ruolo a tutela degli approvvigionamenti e continui a generare prosperità per il territorio e per il Paese”.
Una lunga (e travagliata) storia
La vicenda della raffineria di Priolo, con l’arrivo di Ludoil Energy, potrebbe trovare finalmente una sua composizione. E parte da lontano, da quando i russi di Lukoil acquistano l’impianto siciliano da Erg nell’ormai lontano 2008. Tutto procede (più o meno…) bene fino al 2022 quando scoppia la guerra tra Russia e Ucraina e l’Ue dispone di liberarsi di petrolio, e di imprese, provenienti da Mosca e dintorni. Tutti ronzano attorno a Priolo. Le voci, praticamente impazzite, davano per interessati all’affare, tra gli altri, gli americani del fondo Crossbrigde Energy e i norvegesi di Equinor. Non se ne fa nulla e si trova una (parzialissima) soluzione alle sanzioni con l’entrata in scena del fondo cipriota di Goi Energy. In mezzo, oltre a un primo intervento del governo, un mondo che è completamente cambiato. In appena quattro anni s’è passati, in Europa, dalla ferrea volontà di trasformare tutto in green e di trasferire ogni centro d’interesse al Nord, alla necessità di ritrovarsi le raffinerie e di dover riconsiderare il Mediterraneo.
Perché la mossa di Ludoil apre scenari nuovi
Anche perché il Medio Oriente e l’Africa hanno assunto un ruolo sempre più centrale (e la vicenda Hormuz lo testimonia) che pone l’Italia al centro dei commerci energetici e restituisce, dunque, alla Sicilia un ruolo strategico che può essere leva di sviluppo vero, reale e duraturo. Anche sul fronte occupazionale. Il fatto che, dopo la due diligence di prammatica, Ludoil abbia deciso di riportare la raffineria di Priolo sotto una proprietà italiana in un momento critico e delicato come quello attuale può rappresentare un punto di svolta, chissà magari l’inizio di un’inversione di tendenza rispetto allo “shopping in Italy” degli ultimi anni, dopo l’annuncio del passaggio di Ip agli azeri.