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Attualità

La famiglia scomparsa nel silenzio

di Priscilla Rucco -


Da quasi tre settimane il silenzio avvolge la scomparsa di un’intera famiglia. Sonia Bottacchiari, 49 anni, originaria di Salsomaggiore Terme nel parmense, è partita il 20 aprile scorso da Castell’Arquato, in provincia di Piacenza, insieme ai suoi due figli, Nishanta di sedici anni e Joshua di quattordici, e ai quattro cani di casa.

La famiglia era partita per qualche giorno di vacanza sulle montagne friulane con la propria famiglia. Nessuno ha fatto ritorno. I cellulari di tutti e tre risultano spenti o irraggiungibili dall’indomani della partenza.

Il ritrovamento più importante ad oggi risale al 6 maggio, quando la vettura della famiglia – una Chevrolet Captiva grigia con portabagagli Thule sul tetto – è stata rinvenuta parcheggiata in via Monte Grappa, a Tarcento, in provincia di Udine, ai piedi delle Prealpi Giulie, a circa 25 chilometri dal valico di frontiera di Uccea con la Slovenia.

L’automobile era attrezzata per il campeggio, ma nelle immediate vicinanze non esistono strutture ricettive. All’interno e nei dintorni del veicolo non è stata trovata alcuna traccia dei tre dispersi né degli animali o dei bagagli.

Famiglia scomparsa: l’allarme partito dal padre

A dare l’allarme è stato Yuri Groppi, ex marito di Sonia e padre dei due ragazzi. L’uomo ha sporto denuncia ai carabinieri di Castell’Arquato, competenti per territorio, dopo giorni di tentativi di contatto andati a vuoto. In parallelo ha diffuso un appello pubblico sui social, chiedendo a chiunque avesse informazioni di farsi avanti.

Groppi ha riferito che l’ex moglie gli aveva comunicato l’intenzione di partire per una vacanza non pianificata nei dettagli, con i figli e i quattro cani, e che il rientro era atteso per venerdì 24 aprile. L’ultimo contatto certo risale invece al 21 aprile, quando uno dei ragazzi telefonò al padre riferendo di trovarsi a Tarcento. Da quel momento, il silenzio più assordante.

Le ultime celle telefoniche agganciate dai dispositivi della famiglia corrispondono proprio all’area tarcentina, elemento che aveva già orientato le ricerche verso il Friuli ancor prima del ritrovamento del veicolo.

Operazioni su larga scala tra il Friuli e la Slovenia

Il 7 maggio è stato attivato a Tarcento un Posto di Comando Avanzato per coordinare le operazioni sul campo, con base allestita nei pressi del parcheggio di via Monte Grappa.

Le ricerche vedono impegnati anche i carabinieri del Comando provinciale di Udine, i vigili del fuoco – con l’ausilio dell’elicottero Drago, decollato dall’aeroporto di Venezia, e del reparto droni – i volontari della Protezione civile e le squadre del Soccorso alpino, il tutto coordinato dalla Prefettura di Udine.

Le squadre battono in particolare le aree più impervie, in considerazione della passione di Sonia per l’arrampicata e le escursioni in montagna. Le indagini coinvolgono anche le autorità slovene, chiamate inoltre a verificare eventuali attraversamenti del confine da parte della famiglia.

Una famiglia “trasparente”

Il sindaco di Castell’Arquato, Ivano Rocchetta, che ha espresso la propria preoccupazione mettendo a disposizione un ritratto della famiglia: presente all’anagrafe del comune da circa sei anni, era di fatto praticamente sconosciuta alla comunità.

Si è appreso che i figli non frequentavano le scuole del paese, e nessuno tra i residenti sembrerebbe conoscerli. L’abitazione si trovava in una zona periferica, a ridosso di aziende agricole, distante dal centro. Una famiglia considerata discreta possiamo dire quasi invisibile, che aveva sempre vissuto ai margini della vita di paese. Ora, in quel silenzio che ne aveva contraddistinto fino ad oggi l’esistenza, si cerca rapidamente e con estrema urgenza una risposta a dove siano Sonia, i due figli e i quattro cani.


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