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Carfagna sfida i social: “Basta con il far west digitale, i nostri figli non devono essere soli”

di Priscilla Rucco -


Ieri pomeriggio, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani a Roma, si è tenuto il convegno “Safe: Social-Adolescenti-Famiglie-Educazione”, promosso dall’onorevole Mara Carfagna, segretaria di Noi Moderati, per aprire un confronto istituzionale sulle regole da adottare a tutela dei minori nell’utilizzo delle piattaforme digitali.

L’evento ha riunito rappresentanti delle istituzioni europee e nazionali, esperti di protezione dell’infanzia, associazioni e grandi aziende tecnologiche, con i saluti del presidente del Senato Ignazio La Russa e della senatrice Mariastella Gelmini.

Al centro della discussione la proposta di legge depositata da Noi Moderati alla Camera, che prevede il divieto assoluto di accesso ai social network per i minori di tredici anni e l’obbligo di un regime protetto – il cosiddetto “profilo adolescenti” – per i ragazzi nella fascia di età compresa tra i tredici ed i sedici anni.

Social: cosa potrebbe cambiare?

Tale configurazione imporrebbe alle piattaforme l’account in modalità privata come impostazione predefinita, la disattivazione dei sistemi di raccomandazione algoritmica, il blocco delle dirette pubbliche, la geolocalizzazione disattivata oltre che alla rimozione di funzionalità come l’autoplay e lo scroll continuo, progettate per prolungare il tempo di permanenza online oltre ogni intenzione consapevole dell’utente.

L’evoluzione del convegno

Il convegno si è articolato in tre sessioni. La prima ha affrontato la dimensione globale della sicurezza digitale, con l’intervento di Antigone Davis, responsabile mondiale per la sicurezza di Meta. La seconda ha messo a confronto regolatori e operatori sui meccanismi di verifica dell’età e sugli standard tecnici condivisi, con la partecipazione di Pietro Labriola per Confindustria, Roberto Viola della Commissione europea e Giacomo Lasorella, presidente dell’Agcom.

La terza sessione, dedicata all’educazione digitale e alla responsabilità condivisa tra famiglie, scuole e istituzioni, ha visto gli interventi, tra gli altri, di Ernesto Caffo di Telefono Azzurro, di Ivano Zoppi della Fondazione Carolina e di Pietro Ferrara, vicepresidente della Società Italiana di Pediatria.

Il dibattito si inserisce in un quadro internazionale in rapida evoluzione, che merita di essere particolarmente attenzionato. L’Australia è stato il primo Paese al mondo a vietare per legge l’uso dei social ai minori di sedici anni, con una norma entrata in vigore a dicembre dello scorso anno.

Anche in Francia, attualmente è in discussione una proposta analoga per i minori di quindici anni, mentre iniziative analoghe sono al vaglio di esperti anche in Portogallo, Spagna e Austria. La tematica più spinosa rimane ovunque la stessa: come garantire una verifica efficace dell’età degli utenti senza compromettere o ledere la privacy di chi è maggiorenne.

La proposta di Noi Moderati punta alla rapida realizzazione di un regime protetto e diversificato per i ragazzi tra i tredici e i sedici anni, con la disattivazione dei sistemi di raccomandazione algoritmica che alimentano forme della cosiddetta “dipendenza digitale”.

Carfagna ha ribadito la necessità di considerare il tema una priorità assoluta e di dedicargli una corsia preferenziale nel percorso parlamentare, con l’obiettivo di arrivare ad una legge approvata entro il prossimo anno.


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