Terremoto Regno Unito: Farage sfonda, Starmer all’angolo
Aperta ufficialmente l'era del "multi-party system", dove la stabilità del sistema maggioritario appare ormai un ricordo del passato
Il venerdì nero del Labour trasforma il Regno Unito in un laboratorio politico a cinque partiti: con oltre 380 seggi guadagnati nelle elezioni locali dell’8 maggio, Nigel Farage dichiara la fine del bipolarismo e punta dritto a Downing Street.
Terremoto Regno Unito
I risultati definitivi delle elezioni locali confermano un ribaltamento storico degli equilibri britannici. Mentre il fumo delle urne si dirada, i numeri raccontano di una disfatta senza precedenti per il governo di Keir Starmer e di una scalata travolgente per Reform Uk.
Nigel Farage non ha solo vinto. Ha espugnato le roccaforti operaie del Nord e, per la prima volta, ha conquistato comuni nel cuore di Londra, portando il suo partito a controllare direttamente diverse amministrazioni locali.
Leggi anche Un libro per capire l’avanzata di Farage
I numeri della disfatta: Labour e Tories al tappeto
La geografia politica inglese è stata ridisegnata in una sola notte. I dati reali provenienti dai consigli comunali britannici mostrano un travaso di voti che fonti come Itv News e The Guardian definiscono “un cambio di paradigma”. Nel Regno Unito vince Farage.
Reform Uk guadagna quasi 400 seggi (con una crescita di oltre 380 unità rispetto alle precedenti consultazioni). Conquista il controllo totale di consigli chiave come Newcastle-under-Lyme, Essex e, clamorosamente, il borough londinese di Havering.
Labour Party perde oltre 250 consiglieri e il controllo di nove autorità locali, tra cui centri simbolo come Hartlepool (dove Reform ha vinto tutti i 12 seggi disponibili), Southampton e Oxford.
I conservatori continuano nell’emorragia perdendo altri 160 seggi, riducendosi a terza o quarta forza in molte aree del Paese.
I Green e LibDem avanzano sensibilmente, con i Verdi che conquistano la poltrona di sindaco a Hackney, confermando la frammentazione del voto “progressista” a scapito di Starmer.
Cosa significa la vittoria di Farage: il “Grand National” della destra
Nigel Farage ha paragonato il successo di queste ore al superamento di Becher’s Brook, l’ostacolo più duro della celebre corsa ippica Grand National.
“Se atterriamo bene, andiamo a vincere la corsa principale”, ha detto. Il leader di Reform Uk ha chiarito che non esiste più la distinzione “destra-sinistra”, ma un movimento che penetra nelle aree proletarie scontente della gestione laburista su immigrazione e costo della vita.
“Non è solo un grande giorno per il nostro partito, ma un completo ridisegno della politica britannica in ogni sua forma”, ha agiunto ad Havering
Starmer sotto assedio: “Non mi dimetto”
Nonostante la “batosta devastante”, il primo ministro Keir Starmer ha dichiarato di voler continuare a guidare il governo. Ciò, sebbene autorevoli voci interne al suo partito chiedano già un cambio di leadership prima dell’apertura del Parlamento del 13 maggio.
L’accusa mossagli, quella di aver perso il contatto con la working-class, ormai sedotta dalla retorica sovranista di Farage che promette soluzioni drastiche su temi che il Labour ha trattato con eccessiva cautela.
Il Regno Unito entra così ufficialmente nell’era del “multi-party system”, dove la stabilità del sistema maggioritario appare ormai un ricordo del passato.
Torna alle notizie in home