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Economia

Un’estate al lavoro: i dati Unimpresa, 1,7 milioni di neo assunti

Eurostat annuncia il calo del rischio povertà, in Italia è ai minimi storici

di Cristiana Flaminio -


Da qui a luglio saranno assunti 1,7 milioni di lavoratori. È quanto emerge dal Bollettino Excelsior realizzato da  Unioncamere e Ministero del Lavoro. In vista dell’estate, e (anche) grazie all’impatto del turismo, si prevede una fiammata del mercato del lavoro che, nei mesi scorsi, aveva pur registrato un fisiologico rallentamento. I numeri sono importanti. Solo a maggio, infatti, le assunzioni in programma sono poco più di 544mila. In pole position ci sono, chiaramente, i servizi e in particolar modo quelli turistici. Solo a maggio, infatti, ci saranno fino a 368mila assunzioni che arriveranno a 1,2 milioni entro luglio. La filiera turistica, da sola, “vale” 129mila lavoratori a maggio e giungerà a 440mila nel trimestre fino a luglio.

1,7 milioni di nuove assunzioni

A seguire, poi, ci sono i settori del commercio (68mila nel mese e 220mila nel trimestre) e i servizi alle persone (57mila nel mese e 196mila nel trimestre). L’industria si difende e prevede di assumere fino a 131mila nuovi lavoratori. Ammesso, e non concesso, che riesca a trovarli. Già, perché è proprio qui che si assiste a uno dei più imponenti divari in termini di mismatch, di mancata corrispondenza tra la domanda di impiego e l’offerta di lavoro. Per il 55% delle imprese, infatti, è arduo trovare operai specializzati. Un tasso che cresce addirittura fino al 70% per gli imprenditori che si mettono alla ricerca di fabbri ferrai e manutentori meccanici.

Il nodo mismatch

Difficile trovare forze fresche per le industrie del legno e del mobile (61,7%), la metallurgia (59,4%) e il tessile-abbigliamento (57,0%). Un problema, questo del mismatch, che attanaglia pure il comparto delle costruzioni che pure si prepara a dare lavoro a 50mila persone a maggio e a 148mila nuovi ingressi da qui a luglio. Dal punto di vista territoriale, le maggiori opportunità di lavoro a maggio si concentrano nel Sud e Isole, con oltre 180mila entrate nel mese, seguiti dal Nord Ovest (131mila) e dal Nord Est (125mila), mentre il Centro (107mila) si attesta su livelli più contenuti. Numeri che sono, dunque, importanti. Anche se risultano in calo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. E qui cominciano le note dolenti.

Le note dolenti

Già, perché si registra una flessione pari a oltre 26mila unità (-4,6%) nel mese e a circa 42mila (-2,4%) nel trimestre. A guardare il lato positivo, che non si sbaglia mai, c’è pur da considerare l’epoca in cui viviamo: caratterizzata da una crisi energetica, l’ennesima, che potrebbe frenare il turismo e, più in generale, l’andamento dell’economia. C’è, inoltre, da segnalare che gran parte delle offerte di lavoro sembrano a tempo determinato. E rappresenterebbero fino al 63,5% delle entrate programmate, mentre gli assunti a tempo indeterminato si attestano al 15,5%. Si può fare di più per rafforzare la solidità del mercato del lavoro e quest’estate sarà determinate (anche se non soprattutto) a vagliare la solidità del decreto sul “salario giusto” e le nuove agevolazioni proposte alle imprese e ai datori di lavoro.

I dati Eurostat sul rischio povertà

Contestualmente, un aumento dell’occupazione non può che fare bene. A un Paese che, secondo i dati Eurostat, ha colto un risultato che resta importante. Secondo i numeri dell’istituto di statistica comunitario, dal 2015 al 2025, la percentuale delle persone a rischio di povertà o esclusione sociale è diminuita del 5,8%, in calo fino al 22,6%. Un tasso che resta importante ma che, però, risulta il minimo storico per il nostro Paese che s’avvicina, peraltro, ai livelli di Germania e Francia dove il rischio di esclusione sociale è stimato da Eurostat rispettivamente al 21,2% e al 20,8%.


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