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Esteri

C’è l’intesa: sì alle sanzioni Ue ai coloni israeliani

Tel Aviv la prende male e attacca Bruxelles. Tajani: "Fatto importante"

di Martino Tursi -


L’Ue è vicina all’accordo sulle sanzioni a carico dei coloni israeliani che attaccano i palestinesi in Cisgiordania. Per quanto riguarda gli insediamenti illegali nei territori occupati, invece, non c’è ancora la maggioranza qualificata. Ma è già qualcosa, considerati i tempi biblici che caratterizzano l’azione Ue su un tema delicatissimo e divisivo come quello legato ai rapporti con Israele. Le reazioni, proprio da Tel Aviv, non si sono fatte attendere e la polemica è dietro l’angolo.

Sanzioni Ue ai coloni israeliani, Tel Aviv dice no

“Israele respinge fermamente la decisione di imporre sanzioni a cittadini e organizzazioni israeliane”, ha scritto su X il ministro degli Esteri Gideon Sarr. Che ha replicato a muso duro all’annuncio dell’alto rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas. “I ministri degli Esteri dell’Ue hanno dato il via libera a sanzioni contro i coloni israeliani per la violenza contro i palestinesi e hanno anche concordato nuove sanzioni contro figure di spicco di Hamas”. E dunque: “L’Unione Europea ha scelto, in modo arbitrario e politico, di imporre sanzioni a cittadini ed entità israeliane a causa delle loro opinioni politiche e senza alcun fondamento. Altrettanto oltraggioso è l’inaccettabile paragone che l’Unione Europea ha scelto di fare tra i cittadini israeliani e i terroristi di Hamas. Si tratta di un’equivalenza morale completamente distorta”.

Tajani applaude

La scelta Ue di imporre sanzioni ai coloni israeliani ha però raccolto il plauso del vicepremier e ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani. Che ha riferito: “È un segnale importante, così come le nuove sanzioni contro esponenti di Hamas”. Quindi ha aggiunto: “Ho condannato le violenze contro i cristiani in Libano e in Cisgiordania da parte di Israele. Sono atteggiamenti inaccettabili e profanatori; nessuno può arrogarsi il diritto di offendere il credo altrui. Difendiamo i cittadini ebrei e pretendiamo lo stesso rispetto per i cristiani: non si può essere perseguitati in nome della religione”.


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