Elezioni presidenziali americane 2028: Rubio rompe gli indugi e incorona Vance
Il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato in un’intervista a NBC News che sarebbe il primo sostenitore del vicepresidente JD Vance se lo stesso si candidasse alla presidenza nel 2028, sottolineando al contempo di voler rimanere concentrato sul suo ruolo attuale nell’amministrazione del Presidente Donald Trump.
Alla domanda se aspirasse a diventare il leader di Washington, Rubio ha risposto di dover in questo momento continuare a svolgere la propria attività per i prossimi due anni e mezzo senza pensare ad altro: “Un lavoro che faccio volentieri e in modo positivo. JD è un mio caro amico. Penso che sarebbe un candidato fenomenale e che lavorerebbe benissimo”.
I commenti di Rubio arrivano mentre Vance continua ad ottenere ottimi risultati nei sondaggi delle primarie repubblicane di inizio 2028.
L’indagine di opinioni Harvard CAPS/Harris Poll di aprile 2026 evidenzia un pareggio nella corsa al Congresso (50-50) e un’approvazione del 42% per Donald Trump. Kamala Harris guida le primarie democratiche al 50%, mentre J.D. Vance prevale tra i repubblicani (48%), seguito da Donald Trump Jr. con il 18%, Rubio con il 16%, il governatore della Florida Ron DeSantis con il 9% e Tucker Carlson con il 4%.
Rubio, senatore per tre mandati con grande esperienza in affari esteri e sicurezza, è considerato un potenziale successore MAGA ((Make America Great Again) di Trump insieme a Vance.
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ricopre contemporaneamente anche l’incarico di Consigliere per la Sicurezza Nazionale (National Security Advisor) ad interim. Questo accentramento di poteri è avvenuto su nomina del Presidente Donald Trump. L’evento rappresenta una rarità storica assoluta nella politica estera degli Stati Uniti. L’unica altra persona ad aver guidato nello stesso momento il Dipartimento di Stato e il Consiglio per la sicurezza nazionale è stata Henry Kissinger.
Trump non ha ufficialmente designato il suo successore. In ottobre quando gli fu fatta la domanda rispose: “Ci sono Vance e Rubio. Non so chi si candiderà contro di loro. Se decideranno di formare una squadra, saranno inarrestabili.”
Vance, nato nel 1984, originario dell’Ohio nel Midwest, è popolare tra i lavoratori della Rust Belt, una regione cruciale per i risultati delle elezioni statunitensi. Rubio, del 1971, figlio di lavoratori immigrati cubani, ha un raro background in ambienti conservatori ed è valutato come un forte candidato alle elezioni generali.
Nel tracciare un bilancio del dietro le quinte dell’amministrazione Trump, Susie Wiles, capo di gabinetto della Casa Bianca, ha espresso giudizi netti e differenziati sul Vicepresidente JD Vance e sul Segretario di Stato Marco Rubio, descrivendo con poche ma dirette parole il loro percorso di “conversione” da accesi critici di Donald Trump a suoi fedelissimi collaboratori.
Wiles ha definito JD Vance un “teorico della cospirazione” (conspiracy theorist), sottolineando ironicamente come lo sia stato per almeno un decennio. Ha dichiarato che “la sua inversione di rotta” nei confronti di Trump è avvenuta quando correva per il Senato.
Al contrario il Capo di Gabinetto della Casa Bianca, ha descritto l’evoluzione del Segretario di Stato Marco Rubio come un processo più ponderato e coerente.
Ha affermato che: “Marco non è il tipo di persona che viola i propri principi. Semplicemente non lo fa. E quindi ha avuto bisogno del suo tempo per arrivare alla decisione”, dipingendo il riavvicinamento di Rubio a Trump come un percorso guidato da una reale maturazione politica piuttosto che da mero opportunismo elettorale.
Durante un evento svoltosi nel Rose Garden della Casa Bianca, il Tycoon ha deciso di testare gli umori della folla improvvisando un vero e proprio sondaggio acclamativo tra il suo Vicepresidente e il Segretario di Stato. Vance ha ricevuto un applauso leggermente più caloroso rispetto a Rubio.
Vedendo la reazione, il Presidente americano ha scherzato dicendo che un percorso elettorale con Vance alla presidenza e Rubio come vice presidente “suonerebbe molto bene”. Ha però subito frenato i presenti dicendo che questo non significa nulla e che c’è ancora tempo per decidere.
Insomma Trump non vuole sbilanciarsi per non creare pericolose dinamiche disgregative all’interno della sua amministrazione. I due, Rubio e Vance, devono lavorare insieme e bene ancora per lungo tempo. Non c’è spazio per la competizione.
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