Immersione alle Maldive, l’UniGe “scarica” la prof
Netta la posizione dell'Ateneo. Lo sfogo del marito
La tragica morte di cinque italiani — tra cui la nota ecologa marina Monica Montefalcone, docente dell’UniGe, e sua figlia Giorgia Sommacal — avvenuta durante una immersione alle Maldive in una grotta sottomarina presso l’atollo di Vaavu, si sta trasformando in un teso scontro. Per ora burocratico, nella previsione di diventare legale.
Immersione alle Maldive? “Non era autorizzata”
Mentre l’Ambasciata italiana ha confermato il doloroso avvistamento dei corpi all’interno della cavità, l’Ateneo ligure ha preso nettamente le distanze dalle modalità dell’immersione. Una posizione blindata da comunicati ufficiali che ha scatenato la durissima reazione di Carlo Sommacal, marito della professoressa e padre della giovane studentessa rimasta uccisa.
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La nota ufficiale di UniGe: “Immersioni vietate, attività a titolo personale”
Attraverso una nota stampa ufficiale firmata dal Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita, l’Università di Genova ha tracciato una linea di demarcazione invalicabile tra la missione scientifica istituzionale e la tragedia costata la vita al gruppo.
Il perimetro della missione
L’Ateneo conferma che la professoressa Montefalcone e la dottoressa Muriel Oddenino (assegnista di ricerca) si trovavano regolarmente alle Maldive per un progetto di monitoraggio sugli effetti dei cambiamenti climatici nella biodiversità tropicale.
Chi non doveva esserci?
La nota specifica che della missione scientifica non facevano parte Giorgia Sommacal (figlia della docente e studentessa UniGe) e Federico Gualtieri, neolaureato magistrale in Biologia ed Ecologia marina.
Il divieto dell’Ateneo
L’Università è perentoria. L’attività di immersione subacquea nel corso della quale si è verificato l’incidente non rientrava nelle attività previste, ma sarebbe stata svolta a titolo personale. Il comunicato conclude precisando che le immersioni erano espressamente vietate dall’Ateneo e che i permessi presentati alle autorità maldiviane sono stati formulati del tutto al di fuori del perimetro autorizzato da UniGe.
Lo sfogo del marito
La replica di Carlo Sommacal rigetta in blocco la ricostruzione dell’ateneo. “Mia moglie era una persona preparatissima, espertissima e coscienziosa. Tutti sapevano che andavano lì e per cosa andavano. Se un’immersione fosse stata rischiosa, non ci avrebbe mai portato nostra figlia”.
Il giallo delle autorizzazioni, le voci sui social
Una “polemica” che tracima pure sui social, inseguendo le più diverse versioni della vicenda. L’unico obiettivo prioritario per la famiglia, al momento, resta il rimpatrio delle salme di Monica e Giorgia, prima di dare eventuale inizio alla battaglia legale.
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