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Cultura & Spettacolo

IN LIBRERIA – L’orologiaio di Brest: memoria e ferite della storia italiana

di Eleonora Ciaffoloni -


Con L’orologiaio di Brest, Maurizio de Giovanni torna al noir psicologico e storico costruendo un romanzo che unisce indagine, memoria e tensione emotiva. Una storia che attraversa quarant’anni di segreti italiani e che si muove continuamente tra passato e presente, facendo del tempo sì uno sfondo narrativo, ma anche il vero cuore del libro. I protagonisti sono Vera Coen e Andrea Malchiodi, due figure molto diverse accomunate da vite segnate da ferite profonde. Vera è una giornalista quarantenne che lavora per un quotidiano locale. Precaria, inquieta e ossessionata dalla ricerca della verità, ha passato gran parte della propria esistenza tentando di capire cosa si nasconda dietro la morte del padre. Andrea invece, è un professore universitario travolto da uno scandalo che ha distrutto la sua carriera accademica e incrinato definitivamente il rapporto con la moglie e la figlia. Quando Vera si presenta davanti ad Andrea con una rivelazione inattesa, le loro vite cambiano radicalmente. Un fatto di sangue avvenuto quarant’anni prima li lega in maniera più profonda di quanto possano immaginare. Da quel momento i due iniziano un’indagine che li porta a scavare negli anni più oscuri della storia italiana, tra terrorismo, organizzazioni armate e segreti mai davvero sepolti.

L’orologiaio di Brest, custode di verità inconfessabili

Al centro della vicenda emerge la figura enigmatica dell’“orologiaio di Brest”, uomo misterioso, esperto di armi ed esplosivi e custode di verità inconfessabili. Seguendo le sue tracce, Vera e Andrea si addentrano in un passato in cui ideologie, violenza e poteri occulti si intrecciano fino a contaminare il presente. De Giovanni costruisce un noir che si legge con grande fluidità ma che allo stesso tempo richiede attenzione. La struttura narrativa è frammentata, fatta di continui salti temporali e personaggi che inizialmente appaiono sfocati, quasi indecifrabili. Solo andando avanti nella lettura ogni tassello trova il proprio posto e il quadro diventa progressivamente più chiaro.

Il tempo che non guarisce: storia, noir e rapporti umani

Uno degli aspetti più riusciti è il modo in cui il tempo viene utilizzato e il titolo non è casuale. Nel libro il tempo non guarisce, non cancella e non assolve, ma continua a esercitare la sua influenza sui personaggi come una ferita mai rimarginata. Molto forte anche la componente storica: gli anni del terrorismo fanno da sfondo a una riflessione più ampia sui segreti della Repubblica, sui compromessi del potere e sulle vite sacrificate in nome di un presunto “bene superiore”. Tuttavia il romanzo non diventa mai un saggio politico: resta sempre centrato sulle emozioni e sui rapporti umani, soprattutto quelli tra padri e figli. Il finale aperto lascia volutamente molte domande senza risposta, suggerendo che la storia non sia affatto conclusa.

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