Il Bari retrocede in serie C: tifosi contro i De Laurentiis
Ai playout si salva il Sudtirol, il fallimento sportivo rinfocola le critiche alla proprietà
Il Bari finisce in Serie C, si chiude nel peggiore dei modi l’altra stagione dei De Laurentiis. Se il Napoli di Antonio Conte (nome che, peraltro, evoca dolcissimi ricordi dalle parti del San Nicola) non è riuscito a difendere lo scudetto pur centrando il secondo posto, i galletti invece hanno impattato contro il coriaceo Sudtirol. Un pareggio che condanna i biancorossi pugliesi a una retrocessione mesta, deludente e inaspettata all’inizio del campionato di B. E torna, a Bari e in tutto il calcio, la rabbia contro le multiproprietà mentre in città cresce il malumore nei confronti di Adl e dei suoi familiari.
Bari in C, la sconfitta dei De Laurentiis
Il Bari era partito con altre ambizioni, s’è ritrovato in Serie C. Una retrocessione inaspettata. E no, non è stata una magnifica annata fallimentare. Come accadde l’altra volta. È stata solo un’annata fallimentare. Semmai deludente. Nessuno poteva immaginare che il club pugliese, presenza fissa e prestigiosa del massimo campionato negli anni ’90, una squadra che ha scritto la storia del calcio italiano (ricordate, il Trenino al San Nicola?) potesse tornare a calcare i campi scalcagnati della terza serie.
Rimpianti e delusione
Sui social c’è tanta amarezza. Il Bari è in Serie C e la delusione diventa post, si fa virale. Così come gli attacchi ai De Laurentiis. La richiesta della piazza, ormai da anni, è quella di togliere il disturbo. Di ripartire dalla sconfitta sportiva per ricostruire blasone, ambizioni e storia. Il playout di B è chiuso. I giochi non si riaprono più. L’anno prossimo Bari dovrà ripartire dall’inferno. Perché risalire la china è difficilissimo. Lo sanno, fin troppo bene, tutte le retrocesse degli anni passati. La città è delusa. Ora tocca ai De Laurentiis decidere: lasciano o raddoppiano?
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