“Allah Akbar!” in una stazione con un coltello: fermato
Ferite tre persone. Una scolaresca difesa da un prof
Terrore in Svizzera: attacco con coltello alla stazione di Winterthur, arrestato un 31enne, un cittadino svizzero che gridava “Allah Akbar!”.
Attacco alla stazione
Un grave fatto di cronaca ha sconvolto la Svizzera nelle prime ore di questa mattina. Un uomo armato di coltello ha seminato il panico all’interno della stazione ferroviaria di Winterthur, una importante città del Canton Zurigo, aggredendo diversi passanti e gridando “Allah Akbar!”.
Secondo i primi riscontri diffusi dalle autorità e dalle testate locali, l’assalitore ha ferito tre persone prima di essere intercettato e immobilizzato dalle forze dell’ordine. Il bilancio provvisorio parla di tre feriti trasportati d’urgenza in ospedale, di cui uno verserebbe in gravi condizioni a causa dei fendenti ricevuti.
L’allarme, la scolaresca difesa da un prof
L’allarme è scattato intorno alle ore 8:30, quando l’uomo ha estratto un’arma da taglio e ha iniziato a colpire i presenti che si trovavano sui binari o nei pressi del sottopassaggio della stazione, in un momento di forte affluenza di pendolari e studenti.
Testimoni oculari sul posto hanno riferito scene di puro terrore, con passeggeri che fuggivano urlando per mettersi in salvo. Un lettore della testata elvetica Blick ha confermato di aver visto l’aggressore correre fuori dall’atrio della stazione stringendo la lama tra le mani. Il fatto, mentre un insegnante che accompagnava una scolaresca in gita si è interposto prontamente per proteggere i propri alunni dal raggio d’azione del criminale.
Il grido “Allah Akbar!”
A rendere l’episodio ancora più allarmante sono state le parole pronunciate dall’attentatore durante la sua furia. Un video amatoriale acquisito dai media svizzeri mostra chiaramente il momento in cui l’uomo corre nell’atrio della stazione gridando a gran voce la frase in lingua araba “Allah Akbar” (Dio è il più grande).
L’immediato intervento sul posto della Polizia cittadina di Winterthur e della Polizia cantonale di Zurigo, supportata dai servizi di soccorso e dai paramedici, ha permesso di isolare l’area circostante per un raggio di oltre cento metri e di bloccare definitivamente l’individuo evitando un bilancio che avrebbe potuto essere ancor più drammatico.
E’ un cittadino svizzero
Subito dopo la cattura, la polizia svizzera ha provveduto all’identificazione del sospetto: si tratta di un cittadino svizzero di 31 anni. Gli inquirenti e la magistratura elvetica hanno immediatamente aperto un’indagine formale per ricostruire con esattezza le dinamiche dell’azione e comprendere la matrice psicologica o ideologica dell’aggressione.
Al momento, le autorità mantengono il massimo riserbo e stanno vagliando attentamente ogni pista per stabilire il reale movente del trentunenne, mentre l’intera area ferroviaria è rimasta parzialmente transennata per consentire i rilievi scientifici e la raccolta delle testimonianze.
Torna alle notizie in home