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Politica

Al via i ballottaggi delle amministrative

di Giuseppe Ariola -


Saranno 41 i ballottaggi delle elezioni amministrative, in programma oggi e domani. Solo dopo si potrà stabilire con precisione chi avrà davvero vinto e chi uscirà sconfitto dalla tornata nei 118 Comuni sopra i 15mila abitanti chiamati al voto. Tuttavia, il primo turno ha già prodotto indicazioni politiche tutt’altro che marginali e sufficienti a delineare alcuni elementi destinati a pesare nei prossimi mesi. Al momento, il centrosinistra è passato dalla guida di 59 amministrazioni a 37, mentre il centrodestra da 42 a 25. Un quadro apparentemente interlocutorio che, però, diventerà esaustivo dopo il secondo turno. Un primo dato, però, è stato evidente fin da quando si sono chiuse le urne del primo turno: il centrodestra appare in ripresa, soprattutto rispetto al clima e agli equilibri emersi dopo il referendum sulla giustizia. A certificare il cambio di tendenza è stato soprattutto il risultato di Venezia. Una vittoria dal forte valore simbolico e politico, maturata anche grazie agli errori degli avversari.

Il caso Venezia

Nel mirino dei dirigenti dem è finita soprattutto la candidatura di Andrea Martella, giudicata da molti esponenti del Partito democratico troppo debole per una sfida così delicata. Una scelta che avrebbe finito per favorire il centrodestra in una delle città considerate più contendibili. Ma Venezia rappresenta anche un altro dato politico che inquieta il campo progressista: la continua emorragia di consensi del Movimento 5 Stelle. Il calo dei pentastellati non riguarda infatti soltanto il capoluogo veneto, ma appare diffuso in tutta Italia. Un arretramento che pesa inevitabilmente sugli equilibri del centrosinistra e che riapre con forza il dibattito sulle alleanze. Non è un caso che all’interno del Pd siano tornate a emergere tensioni sulla linea politica di Elly Schlein.

Le alleanze nel centrosinistra

La strategia dell’alleanza “a tutti i costi” con il Movimento 5 Stelle convince sempre meno una parte consistente del gruppo dirigente dem. Soprattutto alla luce di risultati elettorali che mostrano alleati spesso incapaci di garantire un reale apporto di consenso. Considerazione che fotografa un malessere ormai evidente dentro il principale partito d’opposizione. La discussione riguarda non soltanto i nomi o le candidature, ma soprattutto la prospettiva in vista delle elezioni politiche del 2027. Perché se il centrodestra sembra aver recuperato terreno e capacità competitiva, il centrosinistra appare ancora alla ricerca di un assetto stabile e in grado di insidiare la corsa di Giorgia Meloni.

Attesa per l’esito dei ballottaggi delle elezioni amministrative

I ballottaggi potrebbero certamente modificare il peso numerico finale dei sindaci conquistati dalle due coalizioni, ma difficilmente cambieranno la sostanza politica emersa dal primo turno. In particolare per quanto riguarda un campo progressista attraversato da dubbi strategici, tensioni interne e interrogativi sulla tenuta dell’asse con Giuseppe Conte. Per questo motivo, alla luce dei risultati già consolidati e di quelli che si ufficializzeranno domani sera, le amministrative non vengono considerate soltanto un test locale, ma un banco di prova degli schieramenti che si confronteranno alle politiche del 2027. E proprio dai risultati dei ballottaggi, quando il quadro sarà completo, potrebbe partire una nuova fase di riflessione, destinata a incidere profondamente sugli assetti futuri delle coalizioni.


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