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Economia

Pnrr, la Corte conti: soldi spesi a metà e asili nido al palo

Opere pesanti: un cantiere su dieci effettivamente concluso

di Angelo Vitale -


Il Pnrr corre ma per la Corte dei conti rischia di inciampare proprio sul traguardo più importante. Le riforme marciano spedite, le casse dello Stato si riempiono, ma quando si tratta di aprire i cantieri reali nelle zone più fragili d’Italia si viaggia a marcia ridotta.

La fotografia

La fotografia scattata dalle Sezioni riunite della Corte dei conti che hanno approvato il monitoraggio sull’attuazione del Pnrr, mette in luce una realtà ambivalente per l’economia italiana.

Da un lato, i numeri della burocrazia sorridono. L’Italia ha incassato tutti i 50 obiettivi europei della fine dello scorso anno, portando il tasso di avanzamento globale al 72%.

Anche il portafoglio si sta gonfiando: la spesa sostenuta ha registrato un’impennata, toccando quota 113,5 miliardi di euro, oltre il 58% dell’intero tesoretto europeo.

A spingere sull’acceleratore sono stati soprattutto i bonus per le imprese, i crediti d’imposta e la digitalizzazione. Ma i giudici contabili sollevano un enorme cartellino giallo. C’è una valanga di soldi — circa 24,2 miliardi — che non si riuscirà a spendere entro la scadenza del 2026 e che dovrà essere slittata agli anni successivi, in particolare al 2027.

Le aree interne: a che punto è il Piano?

I veri problemi emergono quando si analizzano le opere pubbliche e il destino dei territori più isolati, le cosiddette aree interne del Paese. In queste zone svantaggiate, sulla carta sono stati stanziati ben 31,4 miliardi di euro.

Se i piccoli progetti digitali del Pnrr o i bonus energetici volano, i lavori pubblici strutturali — quelli che dovrebbero colmare i divari storici dell’Italia — sono pesantemente indietro.

Le opere pesanti assorbono quasi la metà dei fondi ma registrano pagamenti fermi al 37%, con appena un cantiere su dieci effettivamente concluso.

Il costo per le famiglie

A pagare il prezzo più alto di questi ritardi, per la Corte dei conti, sono i servizi alle famiglie. Asili nido, edilizia scolastica, Case della Comunità sanitarie e riqualificazione dei borghi sono in forte affanno a causa della scarsa capacità amministrativa dei piccoli municipi di fronte al Pnrr.

L’enigma dei cantieri nella lente della Corte dei conti

La Corte evidenzia che i tempi medi per realizzare un’opera pubblica si sono allungati di quasi due mesi. Un dato fisiologico, dicono gli esperti, dovuto al fatto che si è finalmente entrati nella fase calda dei progetti più grandi e complessi.

Curiosamente, i cantieri corrono più veloci nel Mezzogiorno rispetto al Nord, un traino che sta permettendo al Sud Italia di registrare performance economiche superiori alla media nazionale.

La sfida finale è ormai aperta: nei prossimi mesi l’Italia dovrà superare lo scoglio di 159 obiettivi europei.


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