Annunciati iOS 27 e MacOS Golden Gate alla Apple WWDC: deludenti?
Ieri, 8 giugno, si è tenuta la WWDC, conferenza annuale di Apple per gli sviluppatori. L’evento atteso tutto l’anno dai fanatici della mela ha introdotto i nuovi aggiornamenti software iOS 27, MacOS Golden Gate e watchOS 27. Piccolo spoiler: i cittadini dell’UE rimarrano delusi.
L’ultima WWDC di Tim Cook
Grandi riflettori sulla presentazione di quest’anno dopo l’annuncio del cambio di esecutivo Apple. Ad Aprile di quest’anno abbiamo scoperto infatti che dopo 15 anni il successore di Steve Jobs, Tim Cook, lascerà il vertice dell’azienda.
A prendere il suo posto ci sarà John Ternus, accolto sorprendentemente dai mercati con solo -1%, segnale di stabilità che ci suggerisce che l’era Cook era definitivamente arrivata al suo termine.
L’uscente CEO ha colto l’occasione infatti per porgere velatamente il suo addio, che arriverà a settembre di quest’anno.
La WWDC, d’altronde, per quanto possa essere confusa come un evento per geek appassionati di tecnologia, porta con sé il peso degli occhi degli investitori. Gli speculatori da tutto il mondo rimangono a guardare con attenzione le mosse della mela, ad oggi quotata tra le top 3 per capitalizzazione di mercato in tutto il mondo.
Novità… deludenti?
Chi ha già seguito gli ultimi annunci del marchio di Cupertino sa che il tasto dolente è l’AI. Questo è stato infatti il tema centrale tra tutte le novità annunciate ieri. Siri diventa Siri AI, glorificato di feature che, diciamocelo, sembrano solo un’affannata rincorsa ai competitors.
Apple quest’anno ha annunciato la sua collaborazione con Gemini, prodotto AI di casa Google. Questo ci fa riflettere su come nel mondo dell’intelligenza artificiale le cose si muovano rapidamente, tanto da dimenticarci, come le chiavi tra i cuscini del divano, dei partner annunciati solo due anni prima.
In un battito di ciglia quindi, Apple saluta ChatGPT –ormai un po’ démodé– alla ricerca di qualcuno che possa mascherare che loro, all’AI, ancora non sono pronti.
L’ecosistema. Ormai non funziona più
Dispiace ammetterlo, ma la famosa strategia di mercato di Apple –prima l’iPhone, poi il Mac, le cuffiette, e già che ci siamo anche l’Apple Watch– ormai non funziona più. L’AI agentica ha abbattuto tutte le barriere tra infrastrutture diverse e incompatibili, e la prigione d’oro dell’ecosistema Apple ha perso il suo fascino.
Siri fino ad ora ha servito lo scopo di un’assistente vocale (mediocre) dove già ci veniva più comodo. Il vantaggio di Apple è sempre stato di averci vincolato ad un sistema di prodotti dai quali non volevamo uscire. E oggi Apple ne paga il prezzo.
Le novità AI, rimarranno vincolate agli Stati Uniti e alla lingua inglese. Europa e Cina, invece dovranno aspettare.
I motivi già li sappiamo. Gli States sono famosi per la loro politica tecnologica senza vincoli. I regolatori del resto del mondo, invece, hanno già iniziato a porre i limiti alle tecnologie AI e all’esportazione all’estero dei nostri dati personali.
Cosa sia giusto o sbagliato? Ancora è troppo presto per dirlo.
Privacy, Parental Control e efficienza
Mentre la corsa all’AI procede a rilento, Apple sorprende su quello che sa fare meglio: l’attenzione all’utente.

La WWDC ha rivelato un cambio di programma rispetto alle versioni software precedenti. Meno feature a effetto wow, e più velocità e sicurezza per i nostri device.
+30% di velocità nell’apertura delle app, +70% di velocità nel caricamento delle nuove foto e AirDrop ora più rapido dell’80%.
Numeri sbalorditivi, per un aggiornamento del sistema operativo, e a rendere tutto ancora più piacevole anche la notizia che nessun iPhone rimarrà indietro. La compatibilità è prevista fino all’iPhone 11.
Tra le novità interessanti anche un Parental Control rivisitato, sviluppato in collaborazione con grandi centri di ricerca come l’American Academy of Pediatrics.
Questo nuovo sistema si inserisce nel dibattito europeo sull’accesso dei minori ai social, e adesso saranno a disposizione per i genitori nuovi strumenti per fare le scelte giuste per i propri figli.
Rimangono quindi aperti i dubbi, saprà Apple tenere alto il suo nome nel rapidissimo scenario AI di oggi o finirà per diventare obsoleta come tutte le grandi aziende tech del passato? La risposta ce la dirà il nuovo CEO.
Leggi anche: Apple e l’intelligenza artificiale, la sfida di Ternus
Torna alle notizie in home