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Apple e l’intelligenza artificiale, la sfida di Ternus

La nomina del nuovo Ceo, i ritardi sull'Ai ma gli investitori premiano la stabilità di Cupertino

di Martino Tursi -


Apple e l’intelligenza artificiale: deve correre anche se la prudenza, in fondo, non è mai troppo. Perché se c’è una ragione, una sola, che motivi il cambio di direzione sta proprio nel ritardo della Mela rispetto alla grande corsa all’intelligenza artificiale. John Ternus sarà il nuovo Ceo di Cupertino. Metterà fine, il suo insediamento che avverrà a settembre, al regno di Tim Cook, che sarà presidente dell’azienda. Che ha contribuito a creare e che ha diretto dopo la scomparsa di Steve Jobs. Il nodo Apple è dentro una bolla. Quella dell’Ai.

Apple, l’intelligenza artificiale e oltre

E fa specie, in un certo senso, che sia stata proprio Cupertino, capace di creare bisogni dal nulla (prima regola del marketing di successo) e sempre proiettata allo “stay hungry stay foolish”, a perdere tempo sulla frontiera dell’intelligenza artificiale. Che, per un’azienda che non è di solo hardware ma pure, se non soprattutto, di software e sistemi, rappresenta una mancanza strategica importante. I ritardi attorno al progetto di Apple sull’intelligenza artificiale non hanno spinto all’angolo né l’azienda né l’appetibilità dei titoli. Le azioni della Mela continuano a far gola. Perché vengono viste come una sorta di porto sicuro nel mare magno degli investimenti azionari.

Quel bisogno di stabilità

E difatti sta continuando a macinare rivalutazioni. Perché il cambio ai vertici è una sorta di promessa. Tanto di continuità quanto di velocizzazione sui progetti su cui l’azienda sembra essere restata un po’ indietro. L’intelligenza artificiale, dunque, sarà il pallino del nuovo corso. Ma agli investitori, e fa un po’ specie leggerlo per un’impresa come Apple che ha fatto dell’innovazione il suo marchio di fabbrica, in realtà sembrano un po’ più preoccupati dai segnali che arrivano dal mercato cinese. Dove la tensione resta alta e le vendite, per mille ragioni diverse (che poi si riassumono nell’unica valevole per tutte: ossia la guerra commerciale tra Usa e Pechino). Alla continuità, però, non si rinuncia: “Avendo trascorso quasi tutta la mia carriera in Apple, ho avuto la fortuna di lavorare sotto la guida di Steve Jobs e di avere Tim Cook come mentore”, ha affermato Ternus nella nota che lo indica a nuovo Ceo di Cupertino. Parole che, di certo, non sono state pronunciate a caso. Ma che tendono, ancora una volta, a rassicurare i mercati. Il cambio ci sarà ma nessuna rivoluzione all’orizzonte. E il titolo, ecco perché, resta appetibilissimo pure se Apple non corre la gara dell’intelligenza artificiale.


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