L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Politica

Riforma elettorale, tutto come nei piani della maggioranza

di Giuseppe Ariola -


Tutto secondo programma. Quello della maggioranza. Chiuso – più che concluso – l’esame della proposta di nuova legge elettorale in commissione Affari costituzionali alla Camera, il provvedimento inizierà domani il suo iter in aula. Sterilizzati i tentativi dell’opposizione di rimandare anche solo di qualche giorno l’appuntamento con l’emiciclo di Montecitorio, la riforma presentata dal centrodestra arriva adesso nella fase più calda. L’ultimo passaggio utile a disegnare un testo che, se davvero la maggioranza vuole in vigore in occasione delle prossime elezioni politiche, dovrà poi essere approvato in Senato – dopo l’estate – senza modifiche rispetto a quello uscito dalla Camera. È infatti praticamente impossibile che la nuova legge elettorale possa vedere la luce in tempo utile qualora sottoposta a ulteriori limature e quindi alla navetta parlamentare.

Le modifiche in commissione

I giochi, dunque, si chiuderanno entro la pausa estiva a Montecitorio, dove la maggioranza, nel corso dell’esame in commissione, attraverso emendamenti unitari, ha già approvato quelle che considera le ultime modifiche tecniche. Via libera anche a un emendamento dell’opposizione che esonera dalla raccolta delle firme necessarie a presentare le liste i partiti con almeno un gruppo parlamentare alla Camera o al Senato. Questo significa che Azione, presente con un proprio gruppo solo a Montecitorio, così come Alleanza Verdi e Sinistra, non dovranno preoccuparsi delle sottoscrizioni. A differenza di Futuro nazionale, +Europa e dei liberaldemocratici di Marattin che allo stato possono contare solamente su una componente all’interno del gruppo Misto. Né per loro c’è possibilità di rientrare nell’esonero costituendo un proprio gruppo in futuro. La norma, infatti, fa espresso riferimento a quelli esistenti alla fine del 2025.

Il vero nodo politico, le preferenze

Tiene ancora banco invece, un altro aspetto prettamente politico, quello delle preferenze. La questione delle questioni, potrebbe dirsi. Come anticipato da una fonte di maggioranza, finora si è fatto in modo di tenere il tema fuori dall’esame della riforma. Tutte le proposte tese a inserire le preferenze nel testo della nuova legge elettorale sono state subito accantonate. E tali sono rimaste, proprio per evitare un voto in commissione. La partita si giocherà, quindi, adesso in aula. Con un confronto che si preannuncia acceso, anche in maggioranza, dove a volerle sono solamente Fratelli d’Italia e Noi Moderati. Circostanza che, oltre a generare qualche frizione nel centrodestra, ha dato più volte adito ai deputati vannacciani di puntare il dito contro la Lega.

I tempi per l’ok della Camera alla proposta di nuova legge elettorale

Un modo ulteriore per rimarcare le distanze dal Carroccio e, per molti di loro, anche per giustificarne l’abbandono e il passaggio a Futuro nazionale. Comunque sia, secondo quanto riferito da fonti parlamentari di centrodestra, la questione sarà quasi certamente risolta con un voto a scrutinio segreto il cui esito si dà per scontato. Così come appaiono già scritti i tempi per vedere la riforma elettorale approvata in prima lettura. I tentativi di ostruzionismo dell’opposizione, ci viene assicurato, saranno sterilizzati dal contingentamento dei tempi della discussione parlamentare. Nessuno strozzamento del dibattito ma tempistiche certe che potrebbero essere definite già nella capigruppo fissata per mercoledì prossimo.


Torna alle notizie in home