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Il corpo sotto esame: quando la prova costume nasconde una sofferenza più insita e profonda

I disturbi alimentari aumentano davvero nel periodo estivo? Cosa si cela dietro alla paura della prova costume?

di Priscilla Rucco -


Il corpo esposto e la mente in allarme

Con l’arrivo della bella stagione torna puntuale un rito collettivo che per milioni di italiani è occasione di leggerezza, ma per chi convive con un disturbo del comportamento alimentare si trasforma in un conto alla rovescia carico d’angoscia ed apprensione. La cosiddetta prova costume, lungi dall’essere un semplice passaggio di stagione, agisce da vero e proprio detonatore per chi soffre di anoressia, bulimia o disturbo da alimentazione incontrollata, riportando in superficie un disagio che per gran parte dell’anno resta nascosto sotto vestiti più coprenti e insito in abitudini più facili da mimetizzare.

Gli specialisti del settore lo ripetono da anni: non è la stagione calda a generare il disturbo, che affonda le radici in dinamiche psicologiche complesse legate all’autostima, al controllo e a un rapporto conflittuale con la propria immagine. Tuttavia l’estate, con la maggiore esposizione del corpo in spiaggia o in piscina, agisce come una lente d’ingrandimento capace di amplificare un disagio già presente, trasformando il confronto con lo specchio in un giudizio quotidiano percepito come impietoso.

Disturbi alimentari: cosa c’è dietro l’ansia estiva?

Secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute e dall’Istituto superiore di sanità, in Italia i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione riguardano diverse centinaia di migliaia di persone, con un’incidenza particolarmente marcata tra adolescenti e giovani donne, sebbene negli ultimi anni sia in crescita anche la platea maschile e quella dei casi a esordio precoce, tra i bambini e i preadolescenti.

La pandemia ha lasciato una pesante eredità su questo fronte: l’isolamento, l’uso intensivo dei social e la maggiore esposizione a modelli con fisici irraggiungibili hanno contribuito, secondo diversi osservatori clinici, ad un aumento sensibile delle richieste di aiuto.

Dietro la preoccupazione per il peso o per la forma fisica si nasconde quasi sempre altro. Gli esperti parlano di un disagio identitario più profondo, fatto di perfezionismo, bisogno di controllo e difficoltà a gestire le proprie emozioni, in cui il cibo diventa il terreno su cui si gioca una battaglia che ha poco a che fare con l’alimentazione in senso stretto. In questa prospettiva la prova costume non fa che rendere visibile, agli occhi degli altri e soprattutto ai propri, un malessere che fino a quel momento poteva restare celato.

Le associazioni dei pazienti e i centri specializzati nei disturbi alimentari segnalano che proprio nei mesi che precedono l’estate aumentano le richieste di consulenza e i ricoveri per le forme più gravi di anoressia, spesso legate a un digiuno protratto o a un controllo ossessivo dell’alimentazione intrapreso in vista delle vacanze.

Parallelamente crescono anche le segnalazioni di episodi bulimici, più difficili da individuare dall’esterno perché non sempre accompagnati da un evidente calo ponderale.

Chiedere aiuto è il primo passo

Riconoscere i primi segnali resta la strategia più efficace per intervenire in tempo: un rapporto sempre più rigido con il cibo, l’evitamento sistematico di situazioni sociali legate ai pasti, l’ossessione per lo specchio e per la bilancia, gli sbalzi d’umore legati all’alimentazione sono campanelli d’allarme che meritano attenzione – sia da parte della persona coinvolta sia da parte di familiari e amici .

Gli esperti raccomandano di non sottovalutare mai i segnali, per quanto lievi possano apparire, e di privilegiare sempre un percorso di cura strutturato rispetto a soluzioni “fai da te”, spesso controproducenti proprio nei casi riguardanti i più fragili.

La strada più efficace, ricordano i clinici, resta quella della prevenzione e della comunicazione inerente alla tematica dei disturbi alimentari: imparare a raccontare l’estate e i corpi che la abitano – senza ridurli ad un esame da superare – potrebbe essere il primo, piccolo passo, per restituire leggerezza a una stagione che per troppe persone continua, invece, a fare paura.

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