L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Editoriale

Vigilanza Rai, ecco perché la maggioranza deve andare avanti. Da sola

di Adolfo Spezzaferro -


Lo stallo sulla commissione di Vigilanza Rai ci mostrano in maniera plastica come l’opposizione abbia scelto la strada del ricatto puro. Dopo le dimissioni in massa, M5S, Pd e compagni vari hanno annunciato che non nomineranno nuovi commissari. Pretendono, di fatto, che la maggioranza rinunci alla nomina di Simona Agnes a presidente del Cda.

È un ricatto, appunto, che umilia la dialettica parlamentare e trasforma un organo di controllo in strumento di veto. Mentre l’European Media Freedom Act offre l’occasione storica per ridurre davvero l’influenza della politica sulla Rai – attraverso nomine trasparenti, indipendenza editoriale e finanziamenti stabili – le opposizioni preferiscono tenere tutto fermo.

Accusano la maggioranza di voler controllare l’azienda, ma sono loro a non voler rinunciare al loro potere sulla Rai. Non vogliono riforme, vogliono mantenere il potere di interdizione. Così però il servizio pubblico si riduce a terreno di scontro politico permanente. Ecco perché la maggioranza ha il dovere di andare avanti, anche forzando le procedure se necessario. Non si può permettere che una minoranza paralizzi la Rai solo perché non vuole mollare la presa. Per essere davvero pubblico, il servizio va liberato da questi sinistri figuri.


Torna alle notizie in home