Attacco con droni su Kiev: almeno dieci morti e oltre 40 feriti
Nuova notte di violenti bombardamenti sull’Ucraina: la Russia ha lanciato un massiccio attacco con missili e droni contro Kiev e le aree circostanti. Un attacco che ha provocato almeno dieci vittime e 46 feriti, secondo un primo bilancio riportato dal Kyiv Independent. L’offensiva è arrivata poche ore dopo l’allarme lanciato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che aveva avvertito del rischio di un nuovo attacco su larga scala contro la capitale.
Tra le zone maggiormente colpite figura il quartiere di Podilskyi, dove un missile ha centrato un edificio residenziale causando il crollo parziale della struttura tra il settimo e il nono piano. A riferirlo è stato il capo dell’amministrazione militare di Kiev, Tymur Tkachenko, che ha confermato i gravi danni subiti dall’immobile.
Le immagini diffuse sui social network mostrano un’ampia porzione della facciata completamente sventrata dall’esplosione, mentre i soccorritori sono intervenuti tra le macerie alla ricerca di eventuali superstiti. Oltre all’edificio colpito a Podilskyi, anche altre abitazioni dello stesso quartiere hanno riportato danni significativi. Ulteriori impatti sono stati segnalati nel distretto di Darnytskyi, dove almeno tre complessi residenziali sono stati raggiunti dai missili.
Attacco con droni su Kiev: rifugi e allarmi
L’intensità dell’attacco ha spinto migliaia di cittadini a cercare rifugio nelle stazioni della metropolitana di Kiev, utilizzate da tempo come ripari durante i bombardamenti. Nel corso della notte l’aeronautica ucraina ha emesso ripetuti allarmi, segnalando l’arrivo di numerosi missili diretti verso la capitale e invitando la popolazione a non lasciare i rifugi fino al cessato pericolo.
Le autorità continuano a valutare l’entità dei danni e il numero delle persone coinvolte, mentre le operazioni di soccorso proseguono nelle aree colpite.
L’offensiva ha avuto ripercussioni anche oltre i confini ucraini. In via precauzionale, l’aeronautica militare polacca ha disposto il decollo dei propri caccia per monitorare e proteggere lo spazio aereo nazionale, una misura adottata più volte negli ultimi mesi in occasione di attacchi russi condotti nelle vicinanze del territorio della NATO. L’obiettivo è garantire la sicurezza dei confini orientali dell’Alleanza e prevenire eventuali sconfinamenti accidentali di missili o droni durante le operazioni militari.
Torna alle notizie in home