L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Editoriale

Alla nostra Nazionale serve l’orgoglio non un Ct straniero

di Adolfo Spezzaferro -


Altro che Pep Guardiola, il nuovo Ct della Nazionale sia Carlo Ancelotti. Con tutto il rispetto per il grande allenatore spagnolo, se davvero vogliamo rilanciare la nostra Nazionale dobbiamo ripartire anche dal buon esempio.

Non si tratta di campanilismo né vogliamo essere tacciati di xenofobia, la questione è più seria e molto semplice: i nostri calciatori devono tornare a essere orgogliosi di indossare la maglia azzurra. Ma come potrebbero se a guidarli fosse un allenatore non italiano?

Per questo lanciamo la candidatura di Ancelotti, perché non ha nulla da invidiare a Guardiola (anzi), perché è l’uomo giusto (visto che è anche stato il vice di Arrigo Sacchi), e perché per l’appunto è italiano. Qui non si tratta di discriminare gli stranieri ma di rilanciare i nostri. E per farlo serve un orgoglio identitario diffuso, dai vertici fino all’ultimo dei panchinari.

Sentiamo dire continuamente che la nostra Nazionale non si è qualificata ai Mondiali in questi tanti troppi anni perché non all’altezza delle altre squadre. Eppure in questi giorni abbiamo visto in campo anche squadre senza campioni e dalle prestazioni modeste. Che però si erano qualificate, perché ci credevano.

Ecco, noi non siamo esperti né vogliamo sostituirci a chi per lavoro valuta chi possa essere il Ct più adatto per rilanciare la Nazionale, ma vogliamo che gli Azzurri tornino ad essere grandi. A partire da un grande allenatore azzurro. Anche per lanciare un messaggio agli altri nostri grandi allenatori: restate in Italia.


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