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Roggero, l’assurdità del risarcimento

Il caso Roggero continua a far discutere l'opinione pubblica. Tra risarcimento in sospeso e grazia sempre più lontana.

di Francesco Da Riva Grechi -


Mario Roggero è detenuto nel carcere di Bollate in provincia di Milano, avendo scelto questa destinazione carceraria e dovendo scontare una condanna a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo. La rapina era al suo negozio di gioielleria a Grinzane Cavour in provincia di Cuneo.

Roggero – dice la sentenza d’appello, confermata in via definitiva dalla Cassazione – spara una serie di colpi contro l’auto dei malviventi quando «l’azione aggressiva da parte dei rapinatori era totalmente conclusa». Per questo motivo la Corte ha ritenuto non applicabile la norma scriminante della legittima difesa che avrebbe salvato il gioielliere piemontese.

L’istruttoria

Giovedì 16 luglio il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della Grazia in favore di Roggero.

Ovviamente la decisione che la Cassazione ha reso definitiva è pienamente legittima, altrettanto la richiesta di Grazia presentata da più parti. Sotto la minaccia di una pistola giocattolo e un coltello moglie e figlia furono costrette a consegnare i gioielli.

“Mi hanno dato due pugni, ripetevano che ci avrebbero ammazzato” dirà la moglie. Il punto irrazionale è la pretesa risarcitoria del rapinatore superstite e dei parenti dei suoi “colleghi” uccisi. A parere di chi scrive non si può ottenere un risarcimento per un danno subito mentre si compiva una rapina a mano armata, seppure solo di un coltello e di una pistola giocattolo, come se fosse avvenuto un infortunio sul lavoro.

Caso Roggero: risarcimento sì o no?

E se è vero che Mario Roggero è un reo condannato per un reato e altrettanto vero che autori di reato sono anche i rapinatori e dunque solo per questo non meritevoli di risarcimento. Se chi vuole il risarcimento stava commettendo un reato il risarcimento gli deve essere negato!

Su questo punto il caso Roggero merita anche una modifica legislativa, che pure, secondo il buon senso applicativo, non dovrebbe essere necessaria. Il fatto che il gioielliere fosse riuscito a mettere in fuga i tre rapinatori, che si erano accaniti contro la moglie e la figlia, non significa che questi possano essere diventati delle vittime, sia perché potevano contrattaccare con un complice esterno, sia perché rimanevano colpevoli di quello che avevano fatto fino ad allora.

La sentenza di primo grado, confermata in appello, aveva stabilito il pagamento di complessivi 480mila euro, oltre alle spese legali sostenute dalle 15 persone costituite. I 10mila euro di provvisionale nei confronti di Alessandro Modica l’autista ferito dopo la rapina, unico superstite della banda di malviventi, risultano essere stati pagati, come confermato dall’avvocata Carla Montarolo. Restano le altre somme, più il capitolo dei risarcimenti in sede civile che si apre ora che la sentenza è divenuta definitiva. “Molto probabilmente partiremo con i pignoramenti, Roggero ha diverse proprietà”, ha fatto sapere l’avvocato Caruso che nel processo aveva rappresentato la compagna e le figlie di Giuseppe Mazzarino, il 58enne torinese ucciso insieme al complice Andrea Spinelli, 44enne.

Quello che si augura la famiglia

La famiglia del gioielliere vittima di svariate rapine è invece in lacrime anche se ha riaperto il negozio. La figlia Laura dice di non conoscere le leggi e di confidare negli arresti domiciliari o, soprattutto, nella grazia, perorata dalla stessa Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

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