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Attualità

Francia e Spagna travolte da incendi devastanti

I roghi nella Gironda e nella Spagna centrale stanno assumendo proporzioni mai viste

di Mauro Trieste -


L’incendio che divora il dipartimento francese della Gironda è rimasto “sostanzialmente stabile durante la notte”, ma la stabilità non porta sollievo. Significa solo che il fronte non ha smesso di bruciare. Le autorità locali confermano che “non ci sono stati sviluppi di rilievo”, ma i servizi di emergenza restano mobilitati senza tregua. Ieri le fiamme hanno raggiunto i 15 chilometri da Bordeaux.

La regione vive una delle peggiori crisi dal secondo dopoguerra. Oltre 200.000 evacuati solo in Gironda, più di 300.000 tra Francia e Spagna. Il ministro dell’Interno Laurent Nunez ha definito l’operazione “probabilmente la più grande evacuazione civile mai condotta in Francia in tempo di pace”.

Il cielo che brucia: il pirocumulonembo

La Federazione nazionale dei vigili del fuoco francesi parla di un fenomeno mai osservato con tale intensità: un pirocumulonembo, una nube di fuoco che alimenta nuovi roghi. Un incendio che crea il proprio clima. “È una lotta tra Davide e Golia”, ha dichiarato il portavoce Eric Brocardi. Le previsioni meteo nel sud-ovest della Francia annunciano una nuova ondata di caldo: “Le prossime ore possono essere difficili”, ha avvertito il premier Sebastien Lecornu.

Spagna: il “mostro” avanza verso Madrid

In Spagna la situazione non è meno drammatica. Nella regione di Madrid, le autorità parlano del “peggior incendio della storia” della comunità autonoma. Oltre 63.000 persone evacuate o confinate, con otto comuni sgomberati nella provincia di Toledo. La protezione civile descrive il fronte di Avila come un “mostro” che avanza su un perimetro di 280 chilometri e 77.000 ettari devastati. “Stiamo affrontando qualcosa di mai visto”, ha dichiarato Virginia Barcones a TVE. A Valencia, Pedro Sanchez ha visitato le zone colpite, dove 15.000 persone hanno dovuto abbandonare le proprie case. Una persona è morta vicino a Manises, secondo le autorità locali.

I “rifugiati del fuoco”: l’esodo di massa

Nei centri d’accoglienza di Bordeaux, migliaia di persone dormono su brandine o tappeti. “Abbiamo visto colonne di fumo come un vulcano che stava per esplodere”, racconta un evacuato di 70 anni, citato dall’AFP. In Francia sono stati chiusi 45 campeggi, mandando in fumo le vacanze di 40.000 turisti. In Spagna, 1.200 anziani e disabili sono stati evacuati da case di cura nella regione di Madrid.

Clima estremo: la radice del disastro

Gli scienziati francesi e spagnoli ritengono che a determinare il disastro in atto siano state le ondate di calore successive, la siccità prolungata e la vegetazione arida. Il cambiamento climatico sta rendendo questi eventi più frequenti, più intensi, più devastanti. La Francia ha chiesto ai turisti di “cercare altre destinazioni”. La Spagna parla apertamente di “scenario di guerra contro il fuoco”. Macron ha convocato una riunione d’emergenza. Sanchez è sul fronte del fuoco. L’Europa occidentale brucia, e il bilancio, umano, ambientale, economico, è destinato a crescere.


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