L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Attualità

Leone XIV ritorna al “lavoro” con due tappe nel segno della pace e della diplomazia

La prossima visita sarà il 22 agosto a San Marino

di Andrea Canali -


Possiamo considerare terminato il periodo di “ferie” per Papa Leone, iniziato lo scorso 5 luglio. Nelle scorse settimane il Pontefice ha alternato lavoro, letture, sport e la registrazione di videomessaggi. Ha anche partecipato a un concerto e trascorso del tempo con il fratello John, compiendo gite tra i santuari del Lazio e luoghi di antica devozione. Lo scorso 27 luglio il Santo Padre, come da programma, ha fatto rientro in Vaticano dopo aver trascorso un periodo di riposo nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo. Il Pontefice comunque, è già tornato in loco – a Castel Gandolfo – nei giorni scorsi, per un evento al Borgo Laudato sì, ossia per il concerto di Andrea Bocelli.

Leone XIV riprende le udienze dopo le ferie

Dai prossimi giorni il Papa riprenderà la normale attività, comprese le udienze generali. La prima dopo la pausa estiva è fissata mercoledì 5 agosto (per i romani il giorno del miracolo della neve). Il giorno seguente Leone XIV sarà ad Assisi per prendere parte all’incontro del Franciscan Youth Meeting. Altro impegno significativo, se non epocale, che consiste nella visita già calendarizzata per il 22 agosto prossimo da parte della Santa Sede. La visita vedrà il Vicario di Cristo recarsi a San Marino e, successivamente, partecipare al Meeting di Rimini. Due tappe sicuramente fondamentali sia in termini diplomatici che pastorali.

San Marino e i cento anni di diplomazia con il Vaticano

La prima visita, quella nella Repubblica del Titano, scaturisce dal fatto che ricorrono i cento anni di diplomazia tra i due Stati. Infatti, il 1926 è l’anno che determinò l’inizio dei rapporti diplomatici fra i due Stati, nobilitando San Marino al rango di tutte le altre nazioni del mondo. In un promemoria del 16 ottobre 1925 il Segretario di Stato di San Marino Giuliano Gozi annotò un incontro avvenuto quattro giorni prima a Roma, organizzato da don Marino Angeli (sacerdote sammarinese al servizio presso la Segreteria di Stato vaticana), cui parteciparono il conte Angelo Manzoni e per la Santa Sede il Mons. Francesco Borgoncini Duca.

Nell’incontro, riferito interlocutorio, si riportò il parere favorevole del rappresentante diplomatico del Vaticano alla istituzione di una Legazione Sammarinese, pur in presenza di poche conoscenze circa la realtà statuale della Repubblica, considerata sino ad allora un protettorato italiano. Il 24 febbraio 1926 il Card. Gasparri comunicò il gradimento del Papa all’istituzione della Legazione di San Marino e alla nomina, quale Ministro plenipotenziario, del Conte Paolo Manassei.

Il 2 luglio poi, Papa Pio XI comunicò ai Capitani Reggenti la formale accettazione della nomina del Ministro Plenipotenziario, concludendo la lettera in tale modo: “Frattanto propiziatrice dei doni celesti testimonianza della Nostra paterna benevolenza a Voi, diletti Figli e Illustri Uomini, a codesto Grande e Generale Consiglio, e al Popolo della Repubblica a Noi carissimo, di gran cuore impartiamo l’apostolica benedizione”.

Leone XIV al Meeting di Rimini

La seconda partecipazione, dall’alto valore simbolico per il Vescovo di Roma, è quella al Meeting di Rimini oramai giunto alla quarantasettesima edizione, incontro che avvicina i popoli in un’ottica di confronto sull’attualità e sulle tematiche politiche del momento. Il tema di quest’anno “Nei luoghi deserti costruiamo con mattoni nuovi”. Tale manifestazione, organizzata da Comunione e Liberazione, coinvolge ospiti di portata internazionale – tra gli altri politici ed economisti – e mira a promuovere l’amicizia tra i popoli e la speranza (una delle virtù teologali).

A tal proposito la presenza dei Papi è molto importante e va a rafforzare il significato dell’evento come luogo di incontro e dialogo, orientato alla ricerca del vero, del bello e del giusto, per i tanti visitatori. L’obiettivo è di coinvolgere i tanti giovani presenti, alla salvaguardia del bene comune con condivisione e amicizia. Perché come affermava Cicerone: “Coloro che eliminano dalla vita l’amicizia, eliminano il sole dal mondo”. E quindi l’amicizia tra i popoli parte dalla pace, iniziando da quella interiore che riguarda ognuno di noi, per arrivare a quella universale.

LEGGI TUTTE LE NEWS DI ATTUALITÀ


Torna alle notizie in home