Crisi senza precedenti sul Po, il cuneo salino avanza e minaccia l’acqua potabile
La crisi idrica del Nord accelera mentre il Po scende sotto le soglie di sicurezza
La situazione del fiume Po è entrata nella fase più critica degli ultimi anni. Le misurazioni aggiornate tra il 28 e il 30 luglio confermano un crollo delle portate, con valori che scendono sotto le soglie di sicurezza. A Pontelagoscuro la portata è scesa a 303 m³/s, un dato che certifica la severità idrica alta e apre la strada a conseguenze immediate sul territorio. La riduzione dell’acqua dolce sta accelerando l’avanzata del cuneo salino, fenomeno che si verifica quando l’acqua del mare risale il corso del fiume a causa della scarsa spinta fluviale.
Rischio concreto per l’acqua potabile
L’avanzata del cuneo salino rappresenta una minaccia diretta per la fornitura di acqua potabile. Nel Delta del Po gli impianti di potabilizzazione sono sotto pressione, con particolare attenzione alla zona del Polesine, dove l’ingresso di acqua salata nelle condotte renderebbe inutilizzabile l’intera rete idrica. La criticità è già stata segnalata dagli enti territoriali, che monitorano ora ogni variazione delle portate. La combinazione tra caldo intenso e livelli minimi dei laghi regolatori sta aggravando ulteriormente la situazione.
Oltre 100 Comuni in difficoltà
La crisi idrica non riguarda solo il Po. In Piemonte e Lombardia più di 100 Comuni stanno affrontando problemi di approvvigionamento, con ricorso ad autobotti e ordinanze che invitano a un uso più responsabile dell’acqua. Le falde risultano abbassate e alcune sorgenti non riescono più a garantire la portata necessaria agli acquedotti. La pressione sulla rete idrica è ormai costante e non si prevedono miglioramenti nel breve periodo.
Agricoltura e allevamenti in ginocchio
La mancanza di acqua sta colpendo duramente l’agricoltura. Le risaie piemontesi sono in sofferenza, i frutteti mostrano segni di stress idrico e i prati stabili rischiano di perdere l’intera produzione stagionale. Nel Delta del Po si registra una moria di molluschi, con vongole e cozze danneggiate dall’acqua calda e povera di ossigeno. La combinazione tra siccità e ondate di calore sta creando un quadro complesso che mette a rischio intere filiere.
Laghi ai minimi storici
I grandi laghi che alimentano il Po sono scesi a livelli critici: il Maggiore è al 6% di riempimento, il Como al 7% e l’Iseo al 13%. Con valori così bassi è impossibile garantire rilasci significativi verso il fiume, aggravando la già fragile situazione idrica della pianura padana.
Un’emergenza che richiede interventi immediati
La crisi del Po è ormai una realtà certificata. Le portate sottosoglia, l’avanzata del cuneo salino, i Comuni in difficoltà e l’agricoltura in sofferenza delineano un’emergenza che richiede risposte rapide e coordinate. Le prossime giornate, segnate da una nuova ondata di caldo, potrebbero peggiorare ulteriormente un quadro già estremamente delicato.
Leggi tutte le News di Attualità
Torna alle notizie in home