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Droni su navi Usa: la guerra nell’hub energia in Egitto

L'obiettivo non era solo la presenza navale e commerciale Usa, ma il nodo logistico egiziano che collega il Canale di Suez alle rotte di esportazione verso l'Europa

di Angelo Vitale -


Droni sul porto di Damietta: la guerra si allarga al hub energetico dell’Egitto.

Droni su navi Usa in Egitto

L’attacco con velivoli non pilotati ha colpito lo scalo marittimo di Damietta, sulla costa mediterranea dell’Egitto, a nord-ovest dell’accesso al Canale di Suez.

Il raid segna un salto di qualità nella crisi mediorientale: per la prima volta un attacco diretto a un rigassificatore galleggiante di proprietà statunitense (Energos Winter) sul territorio egiziano.

Cosa c’è dietro?

La localizzazione dell’attacco a Damietta — uno dei principali terminali per lo stoccaggio e la rigassificazione del gnl in Egitto — suggerisce chiavi di lettura geostrategiche e militari.

La pista Houthi / pro-Iran

L’uso di droni a lungo raggio punta a dimostrare che gli interessi energetici americani non sono al sicuro nemmeno fuori dal Mar Rosso o dal Golfo Persico.

Il raid a Damietta, per bloccare l’infrastruttura di rigassificazione gestita dalla società statale egiziana Egas con la nave americana Energos Winter.

L’attacco al cuore dell’infrastruttura energetica

L’obiettivo, non solo la presenza navale e commerciale Usa, ma il nodo logistico egiziano che collega il Canale di Suez alle rotte di esportazione verso l’Europa.

Un avvertimento al governo egiziano, finora rimasto fuori dal conflitto diretto, circa la vulnerabilità delle sue coste nord-orientali di fronte a raid condotti con droni o missili da crociera.

Le indagini in corso a Damietta

Il governo egiziano ha ufficialmente confermato che l’esplosione a Damietta è stata causata da un attacco con drone, escludendo l’ipotesi dell’incidente.

L’esercito egiziano e la Procura di Damietta lavorano in coordinamento con la sicurezza marittima internazionale per recuperare le componenti del velivolo precipitato ed esaminarne il sistema di guida.

Il ministro del Petrolio Karim Badawi, già sul posto per coordinare i soccorsi e il ripristino della sicurezza nell’area portuale.

Intanto, gli interventi sulle navi coinvolte (Energos Winter e la metaniera Gaslog Salem) hanno messo in sicurezza i natanti fuori dal bacino interno.

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