“Tremonti, il Terzo settore non vive di interviste: costruisca con noi la rivoluzione digitale”
Intervista a Mauro Nicastri, presidente della Fondazione AIDR – Italian Digital Revolution
Presidente Nicastri, perché rivolge un appello pubblico a Giulio Tremonti?
«Nell’intervista ad Avvenire, Tremonti ha definito il non profit una grande opportunità per l’Italia e ha invocato una rivoluzione fiscale capace di liberarne energie e risorse. Condividiamo la sua analisi. Ma il Paese non ha bisogno dell’ennesima diagnosi: servono alleanze, strumenti e decisioni. Per questo lo invitiamo a conoscere la Fondazione AIDR e a collaborare con noi.»
Lei richiama anche l’intervento del governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta. Qual è il punto di contatto?
«Panetta ha indicato una direzione molto chiara: crescita economica ed equità sociale non sono alternative, ma obiettivi che devono procedere insieme. Il nuovo welfare deve coinvolgere Stato, banche, imprese e Terzo settore. In questa architettura il digitale non è un accessorio: è un’infrastruttura sociale indispensabile per ridurre le disuguaglianze e rendere i diritti realmente accessibili.»
Quale contributo può offrire la Fondazione AIDR?
«Da dieci anni promuoviamo educazione civica digitale, inclusione e innovazione al servizio dei cittadini. Con progetti come TributIAmo dimostriamo che la tecnologia può rendere più comprensibili il fisco, il 5×1000 e i servizi pubblici, trasformandoli in strumenti di consapevolezza e partecipazione. Disponiamo di competenze, reti ed esperienze pronte per essere messe a sistema.»
Che cosa chiedete concretamente a Tremonti?
«Gli chiediamo di aprire con noi un confronto operativo. Vogliamo costruire un progetto capace di unire riforma fiscale, cultura digitale e nuovo welfare. La sua esperienza istituzionale potrebbe contribuire alla creazione di un modello misurabile e replicabile, coinvolgendo banche, imprese, istituzioni e organizzazioni sociali.»
Il suo appello è volutamente provocatorio?
«È diretto, ma non ostile. Il Terzo settore non chiede passerelle, celebrazioni o nuove dichiarazioni di principio. Chiede regole che liberino energie, tecnologie che includano e istituzioni disposte a condividere responsabilità. Se il non profit rappresenta davvero una grande opportunità, questo è il momento di dimostrarlo con i fatti.»
Qual è, dunque, il messaggio finale?
«Panetta ha indicato la strada e Tremonti ha riconosciuto il potenziale del Terzo settore. Adesso bisogna scegliere se essere protagonisti o spettatori del cambiamento. La Fondazione AIDR è pronta. Onorevole Tremonti, lei vuole costruire questa rivoluzione insieme a noi?»
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