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Economia

Siamo alle solite, mister Trump

Il petrolio crolla ma i carburanti continuano a salire. Oggi il Cdm sulle accise

di Giovanni Vasso -


Siamo alle solite: Trump annuncia negoziati. Le Borse gli credono, il Dow Jones pronti via e subito guadagna l’1,24%. Il prezzo del petrolio sprofonda: il brent scende a 83 dollari, il Wti torna sotto gli ottanta verdoni al barile. Teheran, però, non gli dà il minimo credito e, anzi, smentisce ogni contatto con la diplomazia americana. Se contatti ci sono, hanno fatto sapere dall’Iran, son semmai con gli emissari del governo dell’Oman per ragionare sul futuro dello Stretto di Hormuz. Dove, stando a quanto hanno riferito i Pasdaran, è stato abbattuto un drone Usa. Altro che trattative. È, questo, il tempo delle “idee creative”. Come quelle che starebbe cercando il CentCom, il comando militare Usa in Medio Oriente, per colpire Teheran e “fargliela pagare”. Un’idea creativa, intanto, l’hanno avuta i sauditi che hanno ripreso la via di Vasco Da Gama ma al contrario. Circumnavigare l’Africa. Una soluzione come un’altra per garantire consegne regolare ai clienti ma i tempi si allungano. E, si sa, il tempo è denaro.

Trump, siamo alle solite

Siamo alle solite: Trump se ne va a giocare a golf, vince un torneo e si bulla del talento che lui ha “e gli altri no”. Mentre lui gioca, tentando di farsi venire un’idea per disincagliarsi dal pasticciaccio brutto di Hormuz, il Ferragosto a noi poveri mortali l’ha già inguaiato. A causa dei costi dei carburanti che non accennano a placarsi, stando ai calcoli dell’Ufficio Studi di Confcooperative, la gita fuori porta d’agosto costerà agli italiani qualcosa come un miliardo di euro in più: il pieno costerà 22 euro in più per il diesel e quindici per la benzina. Il taglio alle accise nel decreto ponte non è stato, davvero, apprezzato da nessuno. Oggi, però, dovrebbero arrivare finalmente i conti dell’extragettito Iva. E il governo potrebbe decidere di rafforzare le misure per calmierare il prezzo dei carburanti. Tutto dipenderà, chiaramente, da quanti soldini ci saranno in cassa. Intanto, stando ai numeri diffusi dal Mimit, anche la benzina si avvicina pericolosissimamente ai due euro al litro. Il prezzo di ieri è stato pari a 1,999 euro per la verde mentre il gasolio ha sfiorato i 2,1 euro.

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I sondaggi “migliori di sempre”

Siamo alle solite. Trump fa casino e diffida gli americani dal credere ai sondaggi “inventati dai media fake news”. Perché, dice, i suoi “sono i migliori di sempre”. E torna, nell’elogio di se stesso, proprio su Teheran. “E come potrebbero non esserlo con i più grandi tagli fiscali e i dati sull’occupazione mai registrati, il più grande investimento estero in America nella storia del mondo, un confine totalmente sicuro, una vittoria gigantesca in Venezuela, la denuclearizzazione dell’Iran, un rispetto e un successo senza pari in tutto il mondo, e molto altro ancora?”. Parole che suonano, almeno quelle sull’Iran, alquanto stridenti con quelle che arrivano da Teheran.

Ma l’Iran non sa nulla

Dove il presidente Masoud Pezeshkian ha detto che, pur non volendo “un allargamento delle tensioni”, l’Iran agirà “con forza per difendere la nostra sicurezza, i nostri interessi e la nostra integrità territoriale”. Intanto The Don deve affrontare un altro problema. Che è stato esposto in pubblica piazza da Bloomberg. L’America ha aiutato il Giappone rafforzando lo yen, evitando il tracollo della moneta nipponica. Peccato però che il “gesto di amicizia” sarebbe stato comprato in euro. Non sia mai che il dollaro si apprezzi troppo. Insomma, per l’Europa oltre al danno della seconda crisi energetica pure la beffa degli euro utilizzati come una clava dagli Stati Uniti e da Trump. Siamo alle solite.

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