Caro ombrellone quanto ci costi
Da una parte le spiagge libere, affollate fin dalle prime ore del mattino, dove ogni metro di sabbia è conteso e trovare un posto dove poter stendere il telo da mare significa arrivare all’alba. Dall’altra gli stabilimenti balneari, ordinati, puliti, attrezzati, ma con intere file di ombrelloni che restano chiusi. Due realtà separate da pochi metri eppure lontanissime. In mezzo c’è il costo ormai proibitivo di una giornata al mare.
Per decenni lo stabilimento balneare è stato il simbolo della vacanza della classe media italiana. Un piccolo lusso accessibile, fatto di cabine, docce, lettini e della tranquillità di avere servizi a portata di mano. Oggi, invece, per molte famiglie rappresenta una voce di spesa da valutare con estrema attenzione. Tra ombrellone, lettini, parcheggio, pranzo e qualche extra, il conto finale può facilmente superare il budget destinato a un’intera giornata di svago. Così la scelta non è più tra spiaggia libera e stabilimento, ma tra ciò che ci si può permettere e ciò a cui si deve rinunciare.
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Le spiagge libere diventano il rifugio di migliaia di persone che cercano semplicemente di contenere le spese. Ma proprio quelle aree, nella maggior parte dei casi, non sono progettate per accogliere un afflusso così massiccio. Mancano servizi igienici, docce, punti d’ombra, cestini, parcheggi adeguati e, spesso, un presidio costante per la sicurezza e il salvataggio. Il risultato è un sovraffollamento che mette sotto pressione l’ambiente e rende più difficile godere del mare, proprio quel bene che dovrebbe essere il più democratico di tutti. Il paradosso è evidente. Gli stabilimenti continuano a offrire servizi e comfort, ma una parte della loro clientela tradizionale non riesce più a sostenerne il costo.
Quegli ombrelloni chiusi non raccontano una crisi del turismo balneare (anche perché ci sono i turisti stranieri). Raccontano piuttosto una trasformazione silenziosa del Paese, dove anche il tempo libero risente dell’erosione dei redditi e dell’aumento del costo della vita. L’italiano non rinuncia a una giornata al mare, ma di certo spesso è costretto a rinunciare a ogni tipo di comodità, per poi ritrovarsi in acqua gomito a gomito con mezza città.
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